Il rituale della niçoise

martedì 28 dicembre 2010

“Rituale della niçoise domani. Orrore, orrore, orrore…”

Così commenta una sconsolata Julie Powell (che intanto si consola preparando una bella torta al cioccolato!!!) il pranzo che l’attende il giorno seguente con le sue orribili (per davvero) amiche in carriera durante il quale tutte e quattro ordinano la stessa insalata, ognuna eliminandone un ingrediente!  Ed ecco che avremo, nell’ordine: “una niçoise senza acciughe, una niçoise senza tonno, una niçoise senza crostini e una niçoise senza uova”.

Così, dopo la tre giorni di estasi culinaria (a cura della mamma!), un pasto semplice, veloce e saporito anche per partecipare al contest di Sara di Cook and the city, Ricette da Oscar.


A dire il vero il progetto era un altro ma l’ingrediente “segreto” che serviva per realizzare la ricetta prevista non è arrivato in tempo (ebay, proprio stavolta mi dovevi tradire?) e quindi niente puerco pibil da “C’era una volta in Messico” (Robert Rodriguez, USA, 2002), il piatto talmente buono da spingere l’agente della CIA interpretato da Johnny Depp (buon motivo, a mio parere, per vedere il film, o almeno i primi ¾!) a uccidere il cuoco!
E quindi, in extremis, ricorro anch’io al film ormai quasi cult per i foodblogger, ossia “Julie & Julia” (Nora Ephron, USA, 2009). Ormai credo in tanti l’abbiano visto e si siano fatti venire l’acquolina con i piatti squisiti della tradizione francese del libro Masterizing the art of the French cooking di Julia Child rifatti uno per uno (524 ricette in 365 giorni!!!) dall’altra protagonista, la giovane Julie Powell, che sfoga in cucina le frustrazioni della propria carriera. E come non darle ragione quando dice che dopo una giornata in cui niente è sicuro, e quando dico niente voglio dire n i e n t e, una torna a casa e sa con certezza che aggiungendo al cioccolato rossi d’uovo, zucchero e latte l’impasto si addensa: è un tale conforto!.
Tra l’altro il suo blog, scritto tra il 25 agosto 2002 e il 13 agosto 2004, si può ancora leggere per intero qui, ed è un vero peccato che non abbia riportato anche qualche ricetta o qualche foto!
Il pranzo con le amiche avviene prima della nascita del blog, e quindi la ricetta non è quella di Julia Child (che pure ha rifatto, il 27 settembre 2002, per l’esattezza!) ma mi ha fatto sorridere questa scena in cui si sottopone ad un rituale che evidentemente non le appartiene adattandosi anche alle preferenze culinarie altrui! Ecco a voi l’elenco degli ingredienti:

Salade niçoise

 patate novelle
lattuga
pomodorini ciliegia
olive nere
fagiolini (se è stagione)
acciughe
tonno
uova sode
crostini di pane (ho usato pane alle olive, per restare in tema mediterraneo!)

per la vinaigrette

senape di Digione (all’antica, quella con i semini) 1 cucchiaio
aceto di vino bianco 2 cucchiai
il succo di un limone
olio evo qb

Lavare la lattuga e i pomodorini. Lessare le patate e sbucciarle ancora calde, intanto cuocere le uova. Preparare la vinaigrette mescolando gli ingredienti con una frusta. Adagiare le foglie di insalata sul fondo del piatto e aggiungere gli altri ingredienti. Condire con l’emulsione preparata e gustare!

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Laxpudding

giovedì 23 dicembre 2010

Ieri sera, proponendo l’ennesimo piatto a base di carboidrati per cena, pensavo: ma da quant’è che non si mangiano secondi in questa casa? Be’, il fatto che non lo ricordassi non deponeva bene, quindi stamattina mi sono svegliata con la ferrea intenzione di cucinare del pesce, e  più precisamente del filetto di salmone perché c’era una ricetta “natalizia” che volevo provare e che ero certa si trovasse sull’enciclopedia della cucina nel volume “Europa”. E invece, leggi e rileggi l’indice, sfoglia per guardare le foto (magari ricordavo male il nome!)…niente! Ma sì, era sul uno di quei vecchi “io cucino”, anzi no, sul numero monotematico di Cucina Moderna…l’unico ricordo certo era una fotografia in formato grande e piuttosto eterea…
E quando, dopo aver sfogliato tanto mi convinco a cercare in rete ecco che la trovo (nella memoria!) e grido (ma per davvero!!! :D ) Sale & Pepe, Sale & Pepe di dicembre!!! (2009, n.d.r.).
Mi era piaciuto molto questo servizio dedicato ai piatti tipici dei pranzi natalizi in giro per il mondo e alle relative tradizioni. Si racconta che in Svezia (da dove proviene questo piatto) le celebrazioni di fine anno cominciano il 13 dicembre, giorno di santa Lucia, quando i bambini si vestono con tuniche bianche e intonano i cori natalizi illuminando le notti con corone di candele accese. Si può immaginare qualcosa di più suggestivo? A volte mi piacerebbe che anche qui da noi lo spirito del Natale fosse un po’ più tradizionale e meno legato alle compere sfrenate di questi gironi, accompagnate da tanta frenesia e relativo nervosismo. L’articolo aggiunge anche cheil banchetto della vigilia è a base di piatti semplici e che si apparecchia un posto in più riservato ai passanti bisognosi a cui si lascia la porta aperta per tutta la notte. Ve lo immaginate? Noi stiamo barricati in casa per sfuggire ai botti volanti piuttosto! Scusate la lunga parentesi e i commenti, arriviamo al dunque…
Eccolo qui il Laxpudding, che, per essere ancora più in tema, ho preparato con il celebre Laxfilé dell’Ikea!

Laxpudding

salmone 400 gr
patate 700 gr
uova 2
panna fresca 100 ml
latte 100 ml
cipolle bionde 2
aneto (io ho usato il finocchietto)
sale e pepe
 

Lavare le patate, sbucciarle e tagliarle sottilissime con la mandolina. Metterle in una pentola con acqua fredda salata, portare a ebollizione e cuocere per 5 minuti. Scolarle con una schiumarola e lasciarle raffreddare. Intanto stufare le cipolle, anch’esse tagliate sottilissime in poco olio per una 10ina di minuti. In una ciotola sbattere le uova con la panna e il latte, salare e pepare.
Imburrare una (o più, io ho fatto porzioni individuali) terrina, disporre le fette di patate sovrapponendole per formare uno strato abbastanza alto, proseguire con le cipolle e il salmone e continuare fino ad esaurimento degli ingredienti, terminando con le patate. Versare il composto di uova, panna e latte nella terrina e mettere in forno preriscaldato a 200° per 50 minuti, coprendo se scurisce troppo. Sfornare e servire tiepido.

Nota: per ottenere delle fettine di salmone belle sottili tagliare i filetti con un coltello affilato con lama liscia quando sono ancora un po’ congelati, di solito quando voglio ottenere fette sottili di qualcosa gli faccio fare un giretto in freezer, in questo caso sono stata facilitata!

E infine, visto che più svedese di così non si può e che anch’io ho viaggiato controcorrente alla ricerca della ricetta non posso non partecipare al contest di Alessandro di La renna in cucina!

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Solo un altro pandoro

lunedì 20 dicembre 2010

Diciamo che mi rendo conto che in questi giorni questo non è proprio il più originale dei post poiché la ricetta del pandoro, almeno nella blogosfera, sembra essere LA ricetta, cioè quella delle sorelle Simili (che si chiamano Margherita e Valeria, e sarà per il fatto che oltre che sorelle sono anche gemelle, direi che le consideriamo tutti un’unica “entità”).

L’anno scorso l’ha egregiamente testata Sigrid (e pure io, ho anche i testimoni!!!), qualche giorno fa Benedetta, (che è una che di dolci se ne intende, eccome) ma io ve la propongo lo stesso per 2 ragioni, facciamo 3! 

Innanzitutto perché sono di nuovo molto soddisfatta della riuscita di questa ricetta, poi perché mi sono piaciute le foto e infine per dire che il libro “Pane e roba dolce” io (che sono una distruggi impasti lievitati con una predilezione particolare per il pane, a causa delle mani fredde dicevo, ma ora cha ho comprato la KA?) lo avevo comprato per fare bene il pane e invece ho fatto solo la roba dolce!!!  Quindi pandoro, torta angelica, paste frolle…pane niente! Lascio quindi la panificazione tra i buoni propositi dell’anno nuovo, come anche l’intenzione di curare il lievito madre! Non lasciatevi spaventare delle fasi di lavorazione, se avete un’impastatrice farà quasi tutto lei (io l’anno scorso l’ho fatto a mano con le fruste a filo ed è uscito bene lo stesso!) e soprattutto visto che ci sono delle lunghe pause potete anche organizzarvi per fare altro, (stirare :(, riordinare, leggere, chiacchierare al telefono, guardare a ripetizione puntate di Friends, le attività svolte!) considerate che in tutto ci vogliono 5 ore! (ho iniziato alle 13 e ho finito alle 20 ca).

Ingredienti (totali, da ripartire nei 3 impasti successivi)

farina Manitoba 450 gr 
zucchero 135 gr 
burro 170 gr 
uova 4 
lievito di birra 18 gr 
acqua 
1 cucchiaino di sale  
1 stecca di vaniglia 

 

1. Lievitino 

lievito di birra  15 gr 
acqua tiepida  60 gr 
farina 50 gr 
1 cucchiaio di zucchero
1 tuorlo

Sciogliere il lievito nell’acqua, mettere in una ciotola (io uso da qui in poi solo quella dell’impastatrice), aggiungere gli altri ingredienti e mescolare bene perché non si formino grumi. Coprire la ciotola e lasciar lievitare 1 ora circa.

2. Primo impasto 

farina  200 gr 
lievito di birra 3g 
burro 30g 
zucchero 25g 
2 cucchiaini d’ acqua 
1 uovo

 

Sciogliere il lievito nell’acqua, aggiungerlo al lievitino seguito da zucchero, farina e l’uovo. Mescolare (velocità minima) poi aggiungere il burro a temperatua ambiente e mescolare ancora finché non è completamente amalgamato. Coprire e far lievitare ancora 45 minuti in un luogo tiepido (forno spento).

3. Secondo impasto 

farina 200 gr 
zucchero 100 gr
2 uova
1 cucchiaino di sale
una bacca di vaniglia

Unire all’impasto le uova, lo zucchero, la farina, il sale e i semini di vaniglia e impastarre per una 10ina di minuti (io ho aggiunto ancora 30 gr di farina perché l’impasto risultava un po’ troppo liquido). Schiacciare l’impasto, ripiegarlo su se stesso e lasciarlo lievitare coperto nella ciotola unta di burro per 1 ora e 1/2. Trascorso questo tempo mettere la ciotola in frigo per 30-40 minuti. (Questa fase di riposo si può prolungare fino a 8-12 ore, il che rendrebbe molto più semplice produrre più di un pandoro, ad ogni modo io non ci ho ancora mai provato ma, se lo dicono loro!)

4. Sfogliatura

burro morbido 140 gr

Mettere la pasta sul piano di lavoro, stenderla in un quadrato e mettere al cento il burro morbido a pezzetti. Chiudere i 4 angoli verso il centro (come una busta da lettera) e fissare la pasta per chiudere i burro, poi stendere delicatamente in un rettangolo  e piegare in 3 (parte superiore e poi parte inferiore). Far riposare in frigo per 15-20 minuti. Riprendere la pasta con la piega a destra, allungare ancora in un rettangolo e ripetere la piegatura. Far riposare ancora 15-20 minuti, e ripetere un’ultima volta l’operazione di allungamento e piegatura. Dopo l’ultima fase di riposo in frigo formare una palla con le mani unte di burro inserendo sotto tutti i bordi delle piegature. Mettere la pasta nello stampo da pandoro (d’alluminio!) da 1 kg, mettendo la parte con le chiusure verso l’alto. Lasciar lievitare coperto finche la cupola fuoriuscirà dal bordo (10-12 ore) e cuocere in forno preriscaldato a 170° per 15 minuti e a 160° per 10 minuti. Sformare e spolverare di zucchero vanigliato.

 

 

e già che ci sono e che le foto mi sono piaciute partecipo anche al contest di About Food “Il nostro calendario”

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Un classico

domenica 19 dicembre 2010

che non tramonta mai, bisogna aggiungerlo no? se non che io questo classico qua lo avevo mangiato una volta sola e preparato mai! La motivazione (leggasi scusa) ufficiale è che non ho la casseruola adatta per fare il pollo in casseruola ma, spinta dalla tentazione del bel contest di Ramona di Farina, lievito e fantasia, mi sono adoperata e, seppur con un’attrezzatura di fortuna qualcosa di buono ne è uscito, e sono stata davvero conquistata dalla semplicità e bontà di questo piatto. (e poi, come già sapete devo ampliare la categoria secondi del blog, ché mi tengono d’occhio! ;)).

Pollo alla cacciatora

1 pollo a pezzi (o anche solo delle cosce, come ho fatto io)
sedano, carota, cipolla
vino bianco
rosmarino, salvia, timo
1/2 bicchiere di salsa di pomodoro
funghi trifolati

 

Spolverare i pezzi di pollo nella farina e far rosolare nella casseruola con un filo d’olio. A parte soffriggere dolcemente il sedano con la carota e la cipolla in poco olio, aggiungere al pollo, sfumare con il vino binco e continuare la cottura per una decina di minuti. Aggiungere la salsa, le erbe (legate con spago da cuina, così poi si possono eliminare facilmente), i funghi e portare a cottura coperto (una 20ina di minuti, ma dipende anche dalle dimensioni del pollo e dalla quantità, a me sono bastati!). Servire caldo con il fondo di cottura e qualche bella fetta di pane perché servirà, credetemi!!!

Con questa ricetta partecipo al contest di Ramona ” Foodblogger ai fornelli”.

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Qui vient pour l’apéro?

venerdì 17 dicembre 2010

Vorrei cominciare col dire: evviva Amazon! Per me che ho la fissa (però lo ammetto!) per i libri di cucina stranieri-non-ancora-tradotti-in-italiano/tradotti-ma-li-voglio-lo-stesso-in-lingua-originale l’apertura del sito italiano di Amazon è stata proprio una festa. Non che non comprassi a piene mani da .fr, ma così si risparmia (e di conseguenza si compra!!! :)) ancora di più!  Questa premessa per dire che oggi, che è il pandoro day e quindi, dopo una settimana abbastanza girovaga (sotto la neve!), resto in casa a vedere la mia creatura lievitare, (mentre fuori c’è il sole!), alle 10 arriva il simpatico corriere Ups che mi consegna 2 pacchetti. In uno di questi c’era Croquez salé, di Clea e mi dico “ma sì, sospendo per 5 minuti quello che sto facendo, giusto il tempo di sentire l’odore dei libri nuovi, li sfoglio solo poco poco…”. Dopo i famosi 5 minuti ero già in cucina che pesavo gli ingredienti decisa a preparare questi leggerissimi e gustosissimi shortbreads, che del famoso biscotto scozzese hanno solo il nome, niente burro e uova (come mi ci si può giustamente aspettare dall’autrice) e che è stata una fatica far arrivare fino al momento dell’aperitivo!

Shortbreads al parmigiano
(per 20 biscotti ca)

farina 100 gr
farina di mais 80 gr
parmigiano grattugiato 40 gr
1 cucchiaino di semi di anice/semi di finocchio/cumino (io ho usato i semi di finocchio)
1 cucchiaio di senape all’antica (moutarde à l’ancienne, quella con i semini)
1 cucchiaio di olio evo
1 pizzico di sale
acqua qb

 
In una ciotola mescolare tutti gli ingredienti e impastare con acqua a sufficienza per formare un impasto sodo. Stendere in un quadrato di 1 cm di spessore, tagliarlo a metà e da ogni metà ricavare una decina di biscotti. Adagiarli in una teglia e cuocerli per 20 minuti in forno preriscaldato a 180°. Farli raffreddare (se ci riuscite! io mi sono ustionata 2 polpastrelli…).
Dato il mio apprezzamento mi è sembrato potesse essere anche un’idea regalo carina se avete amici che, come me, amano il salato e volete tenerli leggeri dato che le feste sono un periodo impegnativo, oppure li potete gustare con un bel bicchiere di sidro come ho fatto io!

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