Coucou tout le monde!!! Innanzitutto una premessa: il fiocco azzurro non riguarda me e non è questa la ragione della mia latitanza su questi schermi. Ma oggi, riaprendo dopo giorni il blog vedo la sezione bozze che sembra una brocante, piena di articoli a metà, foto di piatti cucinati in questo mese breve a cui, come dire…manca la parola! In effetti ho provato diverse volte a mettermi all’opera, ma con risultati deludenti (o forse non lo erano, ma be’, a me sembravano così!), insomma un periodo di demotivazione, svogliatezza, e siccome in altri ambiti non potevo lasciarmi andare è stato il mio bloggino adorato a farne le spese!
Visto che domani è un mese nuovo e, ad anno scolastico quasi finito, comincia per me una nuova esperienza lavorativa, in una scuola tutta nuova che sembra fatta per me (la sezione ristorazione dell’istituto alberghiero! :D), con nuovi colleghi, nuovi alunni (ai quali, statene pur certi, insegnerò “i valori contrari a quelli della famiglia”…super-iper-sgrunt, per dirla con i fumetti, ché quello che penso davvero non lo posso proprio proprio dire!!#?@!?@!!##!) finisco questo con un post dolce dolce per uno degli eventi belli di questi ultimi giorni! Ai lettori più attenti non sarà sfuggito che la mia amica e commentatrice Carmen(cita) gni tanto lamentava che le facessi venire le voglie… bene, ora non più! Era da tempo che volevo pasticciare con la pasta di zucchero che pare ormai essere un trend a cui non si può sfuggire! Di ricette ne ho trovate diverse e nonostante il parere di qualche esperta del settore che consigliava l’acquisto di quella pronta, (ma così che gusto c’è?) ho deciso di andare sul sicuro e sperimentare quella di Cristina, perchè i suoi biscottini/gioielli natalizi ”messi in posa” da Babs sul numero di dicembre 2010 di A Tavola, mi sono rimasti davvero impressi!
Biscottini di benvenuto per Francesco
farina 500 gr
zucchero 200 gr
burro 180 gr
uova 2
per la pasta di zucchero
acqua 30 ml
gelatina in fogli 5 gr
miele 50 gr
zucchero a velo 430 gr
colorante alimentare
per la ghiaccia reale
zucchero a velo 250 gr
1 albume
succo di limone
Preparare i biscotti. Disporre la farina a fontana sul piano di lavoro, aggiungerere lo zucchero e il burro ammorbidito e lavorare fino ad ottenere un impasto sabbioso. Unire le uova e lavorare velocemente per non riscaldare troppo il burro. Avvolgere la pasta nella pellicola e lasciar riposare per 1/2 ora. Riprendere l’impasto, stenderlo ad uno spessore di 3-5 mm e cuocerli in forno a 180° per 12 minuti.
Per la lavorazione della pasta di zucchero guardate direttamente qui!
Devo dire che sono stata proprio soddisfatta, per essere il primo tentativo non ha posto grossi problemi, quando poi diventerò anche brava nella decorazione ne uscirà qualcosa di meglio! :)))
Queste ultime due settimane sono state dense di impegni lavorativi/familiar-amichevoli e ho passato un po’ meno tempo davanti ai fornelli e al pc! La cosa, in un primo momento, è andata a favore di mio marito che ha ottenuto i famosi spaghetti aglio olio e peperoncino che da tempo gli negavo! :)) ma, fortunatamente, avevo da poco partecipato ad un incontro organizzato dalla già citata Mimma in cui ci aveva proposto delle stuzzicanti ricette dalla realizzazione veloce. Ça va sans dire che ho attinto dalle sue proposte perché se manca il tempo non deve mica mancare la qualità in quello che mettiamo in tavola, giusto? (leggasi: non potevo mica mangiare tutti i giorni mozzarella e prosciutto o la fantastica focaccia del panificio, quella buona buona che alimenta lo stomaco e i sensi di colpa mentre ci si pulisce le mani dall’olio, giusto?).
Come al mio solito i primi piatti su cui pasticciare e sperimentare sono sempre quelli a base di pasta e questo poi riunisce un formato che amo e i funghi porcini a cui proprio non so rinunciare (infatti ho usato quelli surgelati perché al mercato proprio non si trovano più!).
Sedanini con funghi e briciole dorate (per 2 persone)
sedanini (o il formato di pasta che preferite) 160gr
funghi porcini (freschi o decongelati) 200 gr
2 fette di pane (solo mollica)
1 spicchio d’aglio
olio evo
sale e pepe
Mettere sul fornello la pentola con l’acqua per la pasta. Scaldare 2 cucchiai d’olio in una padella con lo spicchio d’aglio sbucciato e schiacciato, aggiungere i funghi tagliati a pezzi piuttosto grossi, unire sale e pepe qb e far cuocere a fuoco moderato per 10 minuti al massimo (non devono asciugare troppo). Trascorso questo tempo togliere i funghi dalla padella e tenerli al caldo. Aggiungere ancora un filo d’olio nella padella, far dorare la mollica e riunire i funghi. Intanto lessare la pasta e scolarla al dente, conservando un po’ dell’acqua di cottura. Saltare la pasta nella padella con i funghi e la mollica aggiungere l’acqua se necessario.
Io: Mamma, ti ricordi di quella pentola di cui ti ho parlato, la cocotte?
La madre: Ancora con ‘sta cocotte?!!
Io: No, c’è una…gara (non ho osato dirle giveaway!)…in internet, insomma, si può vincere!
La madre: Devi cucinare qualcosa?
Io: Sì, un piatto che abbia bisogno di quella pentola, qualcosa che si cuocia lentamente.
La madre: E a che hai pensato?
Io: Volevo cucinare qualcosa di tipico, di “nostro”, se ci fossero già i cardoncelli (non i funghi, ma quelli della foto sotto!) farei il brodetto!
La madre: E ci sono già, qui, quelli piccoli, spontanei, li ho visti ieri alla piazzetta (dove ci sono le bancarelle della frutta).
Io: …
La madre: Te li compro?
Io: …
La madre: Vabbè dai, domenica lo facciamo insieme!
Questa piccola premessa sottolineare quanto le mamme siano insostituibili e quanto la mia abbia preso sul serio questa mia cosa del blog!
Il piatto in questione è tipico di Pasqua dalle mie parti, si tratta di uno spezzatino di agnello a cui si unisce questa verdura che credo sia il fratellino tenero dei cardi, perché il gusto è abbastanza simile e anche l’aspetto, almeno per quanto riguarda quelli coltivati che si vendono nel periodo pasquale, che sono solo più sottili dei cardi tradizionali (nonché il nome che magari è la cosa più evidente, no?). In alternativa (per chi non dovesser riuscire a trovare questo tipo di verdura o non l’amasse particolarmente) si possono usare=c’è chi usa gli asparagi o anche i piselli (ma io mai provato!).
Ad ogni modo, siccome nessuna donna appassionata di cucina/foodblogger può sopravvivere senza la mitica pentola di ghisa di Le Creuset :)) (giusto???) questo piatto pasquale in anticipo, favorito dalla bella aria primaverile di oggi, è dedicato all’appetitoso giveaway di Sigrid.
Brodetto di agnello con cardoncelli (per 4-5 persone)
bocconcini di agnello (o parte superiore della spalla) 500 gr
cardoncelli 500 gr puliti (prima i miei erano 900 gr)
1 barattolo di pomodori pelati (facoltativo)
ricotta vaccina 150 gr
uova 2
pecorino 50 gr
olio evo
1 spicchio d’aglio
½ bicchiere di vino bianco
prezzemolo
sale e pepe qb
Lavare e mondare i cardoncelli. Cuocerli in acqua bollente salata per qualche minuto, scolarli e passarli in una ciotola con acqua e ghiaccio per preservarne il colore. In una pentola capiente scaldare 5 cucchiai d’olio con uno spicchio d’aglio schiacciato, unire i bocconcini di agnello e rosolare su tutti i lati a fuoco vivace. Sfumare con il vino, unire i pelati, qualche foglia di prezzemolo tritato, salare e pepare. Abbassare la fiamma e cuocere a fuoco dolce per 1 ora ½. Controllare di tanto in tanto la cottura e aggiungere poca acqua se occorre. Trascorso questo tempo togliere la carne dalla pentola e conservare al caldo, unire i cardoncelli sbollentati e far riprendere il bollore. Cuocere per una 10ina di minuti e intanto mescolare la ricotta con le uova e il formaggio, girando bene per ottenere un composto fluido. Unire ai cardoncelli e mescolare per far addensare. Aggiungere la carne e cuocere ancora per 10 minuti. Gustare tiepido.
Oggi mi autocito e copio il titolo del mio post di novembre in cui aderivo all’iniziativa di Gaia e Norma “Metti un finocchio a cena”. Ecco che, trascorsi appena due mesi ci ritroviamo su questi schermi, (molti in più questa volta! evvai!) con una nuova iniziativa di dissenso per la sconcertante situazione in cui si trova il nostro paese in seguito agli ultimi eventi… boh? che eventi sono? come si possono definire? politici? In cuor mio spero che la politica si occupi di ben altro mentre da settimane dobbiamo assistere a dei siparietti di un triste! Personalmente non trovo ci sia molto da fare oltre che indignarsi e sono allibita di fronte al fatto che ancora tanti italiani si dividano come al solito a fare il tifo per l’una o l’altra parte e pochi commentino che da mesi il governo è fermo interessandosi solo di chi partecipa alle feste di chi, di chi abita a casa di chi… io non ne posso proprio più! E credo che questo accada perché, prima ancora di parlare di ciò di cui si parla, l’azione di azzeramento delle coscienze in atto già da molto tempo prima è perfettamente riuscita!
Ed è quindi con molto piacere che rispondo all’invito di Norma (che ringrazio davvero!) Liberiamoci del maiale con una ricetta originale (nel senso che stavolta non ci ho messo il mio pasticcioso zampino! :)) di Mattia Poggi, vista qualche sera fa in tv!
Maiale glassato agli agrumi
lonza di maiale 400 gr
burro
rosmarino 1 rametto
zucchero di canna 4-5 cucchiai
arancia 1
limone 1
pompelmo 1
Riscaldare il forno a 200°. Sciogliere una noce di burro in una padella antiaderente e sigillare il filetto di maiale su tutti i lati. Quando si è formata la classica crosticina, trasferire la carne in forno in una teglia coperta con carta da forno per 10-15 minuti. Buttare il fondo scuro che si è creato in padella e sciogliere un’altra noce di burro con lo zucchero di canna, mescolando. Quando comincia a caramellare aggiungere il succo degli agrumi e cuocere fino a formare una salsina densa. Sfornare la carne, farla riposare per qualche minuto e tagliare a fette sottili. Impiattare e irrorare con la salsa agli agrumi calda.
note: la carne dev’essere cotta ma ancora un po’ rosa al centro. Se non la gradite così (come me) rimettete le fette nella teglia e poi nel forno caldo. In questo modo continueranno a cuocere ma la carne resterà tenera e succosa.
Se preparate la salsa in anticipo e tende a rapprendersi e formare grumi scaldatela e tutto tornerà come prima!
A la nCaneloure u virne é foure.
Responne la vècchie arraggete :
Non é foure la vernete
Si no n-vene l’Annunziete.
A la nCaneloure la vernete foure.
Deice u vècchie triste :
Kuanne vene u Kurpe de Kriste
e si vu ghèsse cchiù sekure
kuanne kalene i meteteure.
Alla Candelora l’inverno è finito.
Risponde la vecchia arrabbiata:
non è finito l’inverno
se non viene l’Annunziata (25 marzo).
Alla Candelora l’inverno è finito.
Dice il vecchio triste:
quando arriva il corpo di Cristo (metà giugno).
e se vuoi essere più sicuro
quando arrivano i mietitori.
Cosa c’entra questa poesia con le crêpes? Assolutamente niente se non che entrambe sono legate al giorno della Candelora e oggi ho scoperto qui che questa poesia/filastrocca ha un suo corrispettivo nei dialetti di mezza Italia. Mi fa sempre sorridere perché dimostra che, anche quando non c’erano i meteorologi ad affliggerci quotidianamente, i capricci del tempo atmosferico erano oggetto di discussione! (soprattutto per chi coltivava e coltiva i campi!!!). In Italia non esistono tradizioni particolari legate a questo giorno, se non quelle previste dalla liturgia cristiana della benedizione delle candele come simbolo di purificazione e di rinascita (che ha appunto il suo corrispettivo nel passaggio dall’inverno alla primavera) ma io, da buona francofila quale sono, rispetto quelle francesi (vedi galette des rois) e quindi oggi crêpes!
La loro preparazione è legata al fatto che con la loro forma e colore ricordano il sole e evocano quindi l’approssimarsi della bella stagione. La tradizione prevede inoltre che porti fortuna e prosperità stringere nella mano sinistra un moneta mentre con l’atra facciamo saltare la crêpe in padella (l’anno scorso ne ho saltate 2, la terza è finita sul fornello e ho inteso che bastava così con la fortuna!!! :))).
Ad ogni modo oggi francesismo allo stato puro con ricette di Christophe Felder (j’adore!!!), e tanto cidre per annaffiare il tutto!
Galette de sarrasin, oeuf, gruyère et lardons
farina di grano saraceno 125 gr
acqua fredda 250 ml
burro fuso 25 gr
per il ripieno
1 pizzico di fleur de sel
uova 4
dadini di pancetta affumicata
gruyère grattuggiato
In una ciotola mescolare la farina con metà dell’acqua fino ad ottenere una pastella densa e senza grumi. Aggiungere il burro fuso, il sale e il resto dell’aqua. Mescolare e lasciar riposare 1/2 ora. Realizzare le galette su una padella ben calda.
Adagiare una galette per volta su una padella ben calda, rompere al centro un uovo freschissimo, salare e pepare. Quando l’albume comincia a repprendersi aggiungere il formaggio grattugiato e i dadini di pancetta cotti in padella. Coprire con un’altra padella e lasciar cuocere qualche minuto senza far indurire troppo il tuorlo.
Crêpes sucrées avec pommes à l’orange
farina 125 gr
uova 2
zucchero 90 gr
zucchero vanigliato 1 cucchiaio
latte intero 350 ml
olio di arachidi 1 cucchiaio
1 pizzico di sale fino
1 cucchiaio di rhum/liquore all’arancia/buccia di arancia o limone grattuggiata
In una ciotola mescolare la farina, le uova e lo zucchero con una frusta. Versare il latte sempre mescolando per evitare la formazione di grumi. Aggiungere l’olio, il sale e l’aroma scelto. Lasciar riposare la pastella per una notte.
per il ripieno
mele annurca 4
zucchero di canna 4 cucchiai
1 baccello di vaniglia
1 cuchiaino di cannella
burro 50 gr
succo di 2 arance
Lavare e sbucciare le mele e tagliarle a fettine non troppo sottili. Mescolarle in una ciotola con lo zucchero e gli aromi. Far fondere il burro in una padella antiaderente e aggiungere le fettine di mela facendole caramellare e rigirandole ogni tanto. Dopo 5 minuti aggiungere il succo d’arancia e cuocere ancora per 5 minuti, finché le mele sono morbide e lo sciroppo si è ristretto. Realizzare le crepes, mettere qualche fettina di mela al centro, piegarle in due, spolverare con zucchero di canna e completare con lo sciroppo ottenuto dalla cottura.
n.d.c. (note del cucinante)
1. La pastella delle crêpes dolci è riuscita incredibilmente liquida e se non avessi avuto cieca fiducia in C.F. l’avrei buttata via senza nemmeno provare a cuocerla e invece…ha funzionato!
2. avete visto che forza il dialetto del mio paese? Lo scrivevano già con la k, come negli sms! (cosa che non sopporto, ma è stata copiata da un libro di proverbi, penso che chi l’ha scritto sapesse cosa stava facendo ;))








gli gnocchi di semolino
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