Ultimo giorno di scuola

mercoledì 20 aprile 2011

Tranquilli, non ho strappato via un paio di pagine dal calendario, semplicemente ieri si è conclusa la mia esperienza nell’istituto alberghiero (di cui vi avevo parlato qualche post fa che è stata la ragione per cui negli ultimi tempi ho potuto frequentare poco sia il mio che gli altri blog!). Questi mesi sono davvero volati e piacevolmente anche perché, voglio dire, facendo l’insegnante si può immaginare un’ambiente lavorativo più adatto a me? Come direbbe la Ventura mi sentivo un limone tra la cozze! Pur non avendo potuto frequentare le cucine come avrei voluto per un po’ di spionaggio autorizzato, in molte delle lezioni si è parlato tanto di cucina, francese ovviamente, e ogni giorno tornavo a casa con una incredibile voglia di cucinare, ma sempre pochissimo tempo per farlo!
In uno dei giorni che l’acquolina aveva superato i limiti di guardia dopo 2 ore passate a spiegare la Bretagna, ho fatto una spedizione all’Auchan per recuperare il burro salato d’Isigny e ho preparato questo far breton che è uno dei dolci più semplici e veloci da realizzare, ma anche uno dei più buoni, secondo me! Inoltre nel mio caso è anche una ricettina della memoria… infatti quando lo preparo riesco a ricreare in casa mia quello splendido profumo di burro che si sprigiona dalle patisseries, uno dei negozi da me più frequentati quando vivevo in Francia (lacrimuccia!). Ammetto senza vergogna che penso non ci sia niente di meglio del profumo del burro, è proprio un’aroma che riconcilia con il mondo, che ti fa pensare solo a cose belle, non lo pensate anche voi? (ho esagerato un tantino?!!:))).
Come per molti di questi dolci tradizionali esistono diverse ricette con alcune varianti nel procedimento (abbiamo fatto anche la ricerca in classe!), le due versioni che uso io sono quella di Christophe Felder (quando voglio una dolce più morbido) e di Sigrid (più compatto). Quella che vedete qui (tu m’excuseras, Christophe?) è la mia preferita, tratta da Il libro del cavolo.

Far breton

latte intero 1 l
1 baccello di vaniglia o 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
farina 300 gr
uova grandi 4
zucchero 200 gr
rhum 2 cucchiai
prugne secche denocciolate 15-20
burro salato 40 gr

Imburrare (con il burro salato!) una teglia di 24-26 cm di diametro e disporre le prugne sul fondo. Preriscaldare il forno a 200°.
Mettere il latte in una casseruola e scaldarlo con il baccello di vaniglia o l’estratto. Intanto sbattere le uova con lo zucchero e il rhum. Prima che il latte arrivi a bollore aggiungere la farina setacciata e mescolare con una frusta, a fuoco basso, per 5 minuti fino a che comincia ad addensarsi. Unire alle uova e mescolare energicamente per evitare la formazione di grumi. Versare delicatamente nella teglia cercando di evitare lo spostamento delle prugne, distribuire il burro sulla superficie ed infornare per una 50ina di minuti. Gustare freddo.

nota: il dolce tanderà a gonfiarsi in cottura e a brunire quasi subito, non temete perché rimarrà comunque soffice e poi si assesterà formando quel tipico bordino.

 

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11 Commenti a “Ultimo giorno di scuola”

  1. Tery scrive:

    Uhmmmm che meraviglia!!
    Fa venire tantissima voglia di affondarci il cucchiaino!!! Invitantissima!

  2. marifra79 scrive:

    Realizzare il far braton è un sogno, non so perchè ma lo trovo difficile… e già in questi giorni è dura star lotana dai dolci, soprattutto tra sabato e lunedì, però ci provo, magari gioco d’anticipo per dopo!!!!!
    Grazie per la visita.. un abbraccio e buonissima giornata

  3. Federica scrive:

    Queste sono le cose che mi incuriosiscono da morire: perchè varianti nel procedimento portano a un risultato leggermente diverso! Non so che darei per conoscere le ragioni alla base! In ogni caso, più morbido o più compatto il far breton resta comunque un sogno! Un bacione, buona giornata

  4. Chiara scrive:

    @ federica non mi lancio in spiegazioni tecniche ma le differenze evidenti che ho rilevato è che in questa versione si fanno addensare latte e farina, nell’altra si mescola tutto insieme e si mette in forno…Bressanini, aiutaci tu! :)

  5. Nanninanni scrive:

    Ahah! Tu sai che potrei procurartene una terza ricetta presa direttamente da un libro della Ecole Lenôtre che ho a casa…? ;-)))
    Buona giornata!

  6. Passiflora scrive:

    Che meraviglia, questo dolce l’ho visto più volte in rete e non vedo l’ora di provare a farlo!!

  7. Cook is Good scrive:

    buonissimo, lo mangiavo spessoq uando eravamo in Francia, ma secondo me in quelli che mangiavo io c’era molto più burro! Questa versione con 40 gr di burro mi piace tantissimo, voglio proprio provarla! Giorgia & Cyril

  8. Mariella scrive:

    MMMMMMMMMMMMMMMMM ma che bontà!!!!
    Care amiche e amici del blog…invidiatemi 1 pò, io sono fra le fortunate che può testimoniare che è buonissimo………….
    Lo amo…come tutti i dolci, come ben sai , cara Giulietta!!!!
    Brava!

  9. viola scrive:

    ciao Chiara, non conosco questo dolce, ma rimedierò presto, è stato amore a prima vista!
    Un bacione e tantissimi auguri di Buona Pasqua….
    Ho visto il post qui sopra….se potessi partirei anche ora! Che meraviglia di posti!
    Un bacio

  10. Nanninanni scrive:

    Ciao Chiara, come promesso ho pubblicato la ricetta del Far bretone alla prugne della Ecole Lenotre. Ti anticipo subito che è molto diversa… ;-)
    A presto!

  11. gaia scrive:

    ciao chiara, meraviglia il far breton…è una delle mie torte coccola per quando ho voglia di qualcosa di dolce e confortante!

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