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	<title>Cucinamenti</title>
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	<description>esperimenti in cucina</description>
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		<title>MTC di aprile: la scoperta!</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 09:23:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[last minute]]></category>
		<category><![CDATA[primi]]></category>
		<category><![CDATA[MTChallenge]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/gnocchi_mtc-aprile.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1145" title="gnocchi_mtc aprile" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/gnocchi_mtc-aprile.jpg" alt="" width="450" height="675" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Questo mese, giunta appena appena alla mia seconda partecipazione all&#8217;MTC ho rischiato di essere tra quelli che le organizzatrici chiamano simpaticamente gli &#8220;anche no&#8221;. Perché vi chiederete voi (o anche no, ma io ve lo dico lo stesso! :)). In primo luogo perché essendo stata <a href="http://arabafeliceincucina.blogspot.com/" target="_blank">Stefania</a> la vincitrice dell&#8217;ultima sfida avevo già cominciato a mettere in ordine le spezie e mi preparavo ad una ricetta dal tocco esotico e invece, mai banale come lei è, ecco che ci tira fuori gli gnocchi di semolino!!! (<em>di semolino? ma non erano di patate? ma saranno quelli alla romana? ma la semola e il semolino sono la stessa cosa? è nato prima l&#8217;uovo o la gallina? essere o non essere? &#8230;queste le mie prime domande esistenziali!</em>). Riposte quindi le spezie mi accingo a fare una nuova scoperta culinaria ed ecco che&#8230;secondo momento di panico: ma quanto sono belle, buone, originali le ricette preparate dai partecipanti? Non che quelle delle sfide precedenti non lo fossero, ma in questo caso, sarà che non conoscevo il piatto, mi sembrava tutto più eccezionale del solito. Se sono qui e sto scrivendo è ovvio però che tutti queste possibili obiezioni sono state superate in nome dei principi stessi dell&#8217;MTC, ossia di sfidare innanzitutto se stessi e di cucinare qualcosa che, altrimenti, avrebbe potuto non entrare mai nelle nostre cucine! Nonostante l&#8217;idea iniziale fosse quella di farli semplici semplici come da ricetta base mi è poi tornato in mente questo delizioso condimento cremoso che avevo già utilizzato per una pasta gratinata al forno, credo lasagne nella ricetta originale, e visto che una rondine non sempre fa primavera, ma a casa mia gli asparagi sì, voilà i miei</p>
<p><strong>Gnocchi di semolino con burrata e asparagi</strong></p>
<p>per gli gnocchi ho seguito alla lettera <a href="http://arabafeliceincucina.blogspot.com/2011/04/gnocchi-di-semolino-per-lmt-challenge.html" target="_blank">LA ricetta</a>, solo dimezzando le dosi</p>
<p style="text-align: justify;"><em>latte 1/2 litro<br />
semolino125 gr<br />
1 tuorlo<br />
burro 10 gr<br />
sale, noce moscata<br />
parmigiano grattugiato 50</em> <em>gr</em></p>
<p style="text-align: justify;">Mettere in una pentola capiente il latte, il sale e una grattata di noce moscata. Portare ad ebollizione e versare il semolino a pioggia mescolando in continuazione. Abbassare il fuoco e mescolare con forza fino ad ottenere un composto solido e compatto che si stacchi dalla pentola.<br />
Spegnere il fuoco e far intiepidire, quindi aggiungere il tuorlo, il parmigiano e il burro. Aggiustare di sale.<br />
Mescolare ancora con forza e versare il composto in una teglia coperta con carta forno bagnata e strizzata. Livellare con le mani bagnate fino ad appiattirlo ad uno spessore di un cm.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>per il condimento</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>asparagi 200 gr<br />
burrata 150 gr<br />
1/2 scalogno<br />
sale, pepe<br />
parmigiano</em></p>
<p style="text-align: justify;">Lavare e mondare gli asparagi. Farli cuocere per 10 minuti in acqua bollente. Scolarli e tagliare le punte. Frullare i gambi tagliati a pezzetti con la burrata, aggiustando di sale e pepe e saltare le punte in padella con un filo d&#8217;olio e lo scalogno tritato.<br />
Tagliare gli gnocchi con uno stampino, adagiarli in una teglia imburrata, coprirli con la crema preparata, aggiungere le punte di asparagi e completare con una spolverata di parmigiano. Cuocere in forno a 180° per 10 minuti e completare con 3-4 minuti di grill. Servire caldi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Amala!</title>
		<link>http://www.cucinamenti.it/2011/04/22/amala/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 07:59:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[pour parler]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi e gite]]></category>

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		<description><![CDATA[Che non è l&#8217;inno della squadra dell&#8217;inter, ma l&#8217;invito che tutti reciprocamente dobbiamo farci per la nostra cara, stupenda e sorprendente terra! Oggi è l&#8217;Earth Day, la giornata mondiale della Terra, dedicata all&#8217;ambiente e alla salvaguardia del delicato equilibrio sempre più minacciato del nostro pianeta. Per celebrare questa giornata, anziché la solita ricetta vi lascio qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Che non è l&#8217;inno della squadra dell&#8217;inter, ma l&#8217;invito che tutti reciprocamente dobbiamo farci per la nostra cara, stupenda e sorprendente terra! Oggi è l&#8217;Earth Day, la giornata mondiale della Terra, dedicata all&#8217;ambiente e alla salvaguardia del delicato equilibrio sempre più minacciato del nostro pianeta.<br />
Per celebrare questa giornata, anziché la solita ricetta vi lascio qualche immagine di una gita fatta un paio di settimane fa nel Gargano, tra la foresta Umbra (così chiamata per l&#8217;ombra prodotta dai rami degli alberi e non per la collocazione geografica!) e lo splendido mare di Peschici, una giornata in cui ho respirato tanta di quell&#8217;aria buona che alla sera mi sembrava di essere ubriaca tanto il mio corpo ( e non solo il mio, purtroppo!) non ci è più abituato!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/fiore-giallo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1118" title="fiore giallo" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/fiore-giallo.jpg" alt="" width="450" height="675" /></a></p>
<p><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/foresta-umbra.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1119" title="foresta umbra" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/foresta-umbra.jpg" alt="" width="450" height="675" /></a><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/laghetto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1120" title="laghetto" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/laghetto.jpg" alt="" width="450" height="675" /></a><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/margherite.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1121" title="margherite" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/margherite.jpg" alt="" width="450" height="675" /></a><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/percorso.jpg"><img class="size-full wp-image-1122 alignleft" title="percorso" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/percorso.jpg" alt="" width="560" height="417" /></a><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/daino.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1123" title="daino" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/daino.jpg" alt="" width="450" height="675" /></a><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/peschici.jpg"><img class="size-full wp-image-1124  alignnone" title="peschici" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/peschici.jpg" alt="" width="556" height="413" /></a><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/peschici2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1125" title="peschici2" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/peschici2.jpg" alt="" width="450" height="675" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">e dopo tutto questo camminare, respirare ed ammirare un pranzetto in una terrazza sul mare ce lo saremo pure meritati, no?</p>
<p><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/spaghetti.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1126" title="spaghetti" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/spaghetti.jpg" alt="" width="450" height="675" /></a></p>
<p>Buona Giornata della Terra a tutti e buona e serena Pasqua! &#8230;chissà che a qualcuno di non troppo lontano abbia dato anche un&#8217;idea per il lunedì di pasquetta! :)</p>
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		<title>Ultimo giorno di scuola</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 07:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[al cucchiaio]]></category>
		<category><![CDATA[dolci]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>

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		<description><![CDATA[Tranquilli, non ho strappato via un paio di pagine dal calendario, semplicemente ieri si è conclusa la mia esperienza nell&#8217;istituto alberghiero (di cui vi avevo parlato qualche post fa che è stata la ragione per cui negli ultimi tempi ho potuto frequentare poco sia il mio che gli altri blog!). Questi mesi sono davvero volati e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/far-breton.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1101" title="far breton" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/far-breton.jpg" alt="" width="450" height="675" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tranquilli, non ho strappato via un paio di pagine dal calendario, semplicemente ieri si è conclusa la mia esperienza nell&#8217;istituto alberghiero (di cui vi avevo parlato qualche post fa che è stata la ragione per cui negli ultimi tempi ho potuto frequentare poco sia il mio che gli altri blog!). Questi mesi sono davvero volati e piacevolmente anche perché, voglio dire, facendo l&#8217;insegnante si può immaginare un&#8217;ambiente lavorativo più adatto a me? Come direbbe la Ventura mi sentivo un limone tra la cozze! Pur non avendo potuto frequentare le cucine come avrei voluto per un po&#8217; di spionaggio autorizzato, in molte delle lezioni si è parlato tanto di cucina, francese ovviamente, e ogni giorno tornavo a casa con una incredibile voglia di cucinare, ma sempre pochissimo tempo per farlo!<br />
In uno dei giorni che l&#8217;acquolina aveva superato i limiti di guardia dopo 2 ore passate a spiegare la Bretagna, ho fatto una spedizione all&#8217;Auchan per recuperare il burro salato d&#8217;Isigny e ho preparato questo far breton che è uno dei dolci più semplici e veloci da realizzare, ma anche uno dei più buoni, secondo me! Inoltre nel mio caso è anche una ricettina della memoria&#8230; infatti quando lo preparo riesco a ricreare in casa mia quello splendido profumo di burro che si sprigiona dalle patisseries, uno dei negozi da me più frequentati quando vivevo in Francia (lacrimuccia!). Ammetto senza vergogna che penso non ci sia niente di meglio del profumo del burro, è proprio un&#8217;aroma che riconcilia con il mondo, che ti fa pensare solo a cose belle, non lo pensate anche voi? (ho esagerato un tantino?!!:))).<br />
Come per molti di questi dolci tradizionali esistono diverse ricette con alcune varianti nel procedimento (abbiamo fatto anche la ricerca in classe!), le due versioni che uso io sono quella di <a href="http://www.christophe-felder.com/index.php" target="_blank">Christophe Felder</a> (quando voglio una dolce più morbido) e di <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/" target="_blank">Sigrid</a> (più compatto). Quella che vedete qui (<em>tu m&#8217;excuseras, Christophe?</em>) è la mia preferita, tratta da <a href="http://www.amazon.it/cavolo-Ricette-immagini-racconti-www-cavolettodibruxelles/dp/8896214017/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1303283978&amp;sr=8-1" target="_blank">Il libro del cavolo</a>.</p>
<p><strong>Far breton</strong></p>
<p><em>latte intero 1 l<br />
1 baccello di vaniglia o 1 cucchiaino di estratto di vaniglia<br />
farina 300 gr<br />
uova grandi 4<br />
zucchero 200 gr<br />
rhum 2 cucchiai<br />
prugne secche denocciolate 15-20<br />
burro salato 40 gr</em></p>
<p style="text-align: justify;">Imburrare (con il burro salato!) una teglia di 24-26 cm di diametro e disporre le prugne sul fondo. Preriscaldare il forno a 200°.<br />
Mettere il latte in una casseruola e scaldarlo con il baccello di vaniglia o l&#8217;estratto. Intanto sbattere le uova con lo zucchero e il rhum. Prima che il latte arrivi a bollore aggiungere la farina setacciata e mescolare con una frusta, a fuoco basso, per 5 minuti fino a che comincia ad addensarsi. Unire alle uova e mescolare energicamente per evitare la formazione di grumi. Versare delicatamente nella teglia cercando di evitare lo spostamento delle prugne, distribuire il burro sulla superficie ed infornare per una 50ina di minuti. Gustare freddo.</p>
<p style="text-align: justify;">nota: il dolce tanderà a gonfiarsi in cottura e a brunire quasi subito, non temete perché rimarrà comunque soffice e poi si assesterà formando quel tipico bordino.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dalla dispensa</title>
		<link>http://www.cucinamenti.it/2011/04/13/dalla-dispensa/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 13:57:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[pasta]]></category>
		<category><![CDATA[piatto unico]]></category>
		<category><![CDATA[primi]]></category>

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		<description><![CDATA[Su Elle à table c&#8217;è una rubrica dal titolo La cuisine du placard e ogni volta che sfoglio quelle pagine mi viene sempre in mente che ho una dispensa che trabocca e che la frase che dico più spesso è &#8220;non c&#8217;è niente da mangiare!&#8221;. Al fine di evitare questa contraddizione sono partita in esplorazione. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/udon.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1084" title="udon" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/udon.jpg" alt="" width="450" height="675" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Su <em>Elle à table</em> c&#8217;è una rubrica dal titolo <em>La cuisine du placard</em> e ogni volta che sfoglio quelle pagine mi viene sempre in mente che ho una dispensa che trabocca e che la frase che dico più spesso è &#8220;non c&#8217;è niente da mangiare!&#8221;. Al fine di evitare questa contraddizione sono partita in esplorazione. E che cosa ho trovato? Una quantità di ingredienti della cuina giapponese acquistati quando mi capitavano a tiro e lasciati lì, in attesa di ispirazione, credo, o, e sarebbe moooolto peggio, dimenticati! (5 minuti di vergogna!).</p>
<p>Elenco degli ingredienti della cucina giapponese presenti nella mia dispensa:</p>
<ul>
<li>
<div style="text-align: justify;">té matcha 300 gr (per il quale avevo rotto le scatole ai miei cognati che all&#8217;epoca vivevano a Roma perchè andassero a comprarlo in un emporio coreano di cui non ricordo più in che modo avevo appreso l&#8217;esistenza!), utilizzato 0 volte;</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify;">udon di riso 250 gr, utilizzati 0 volte;</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify;">udon di grano 450 gr, utilizzati 1 volta (questa!!!);</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify;">soba 250 gr, utilizzati 0 volte;</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify;">ramen 200 gr, utilizzati 0 volte;</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify;">salsa di soia 150 ml, utilizzata 3 volte;</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify;">mirin (acquisato al barile, questo me lo ricordo!), 250 ml, utilizzato 1 volta;</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify;">sakè 150 ml, utilizzato 1 volta;</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify;">bustine di brodo dashi, utilizzate 0 volte;</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify;">zuppa di miso, utilizzata 0 volte;</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify;">wasabi, utilizzata 0 volte.</div>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Chiudo qua l&#8217;elenco, ci sarebbero un altro paio di cosette orientaleggianti, ma ve le risparmio. Non c&#8217;è bisogno quindi che vi spieghi il perché del piatto in fotografia vero? Tra un po&#8217; ci verranno gli occhi a mandorla, ma va bene così, tanto è tutto talmente buono!<br />
E, visto che ci siamo, e senza retorica, un pensiero al popolo giapponese e una speranza che tutto ciò che accade finisca al più presto!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Udon di grano con maiale caramellato </strong>(da <em>Elle à table</em> mar-apr 2011)</p>
<p><em>udon di grano 200 gr<br />
fettina di maiale 250 gr (2)<br />
salsa di soia 2 cucchiai<br />
miele 1 cucchiaio<br />
succo di limone 1 cucchiaio<br />
pomodorini ciliegia 10<br />
sesamo<br />
erba cipollina<br />
olio evo<br />
1 spicchio d&#8217;aglio<br />
sale e pepe</em></p>
<p style="text-align: justify;">Tagliare le fettine di maiale a strisce sottili. Metterle in una ciotola, condire con la salsa di soia, il miele e il limone, mescolare tutto con le mani e mettere in frigo coprendo la ciotola con la pellicola per mezz&#8217;ora. Lavare i pomodori, tagliarli in 4 parti e saltarli in padella con un filo d&#8217;olio e lo spicchio d&#8217;aglio per 5 minuti. Salare, pepare e tenere da parte in caldo.<br />
Scolare i pezzetti di carne e saltarli in padella per 5 minuti con un cucchiaio d&#8217;olio, aggiungere la marinata e far ridurre (3 min.). Aggiungere una manciata di sesamo e tenere al caldo. Cuocere gli udon in acqua bollente per 3 minuti, scolare, aggiungere i pomodorini, mescolare, impiattare e disporre i pezzettini di carne. Completare con l&#8217;erba cipollina e servire.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Una splendida giornata</title>
		<link>http://www.cucinamenti.it/2011/04/06/una-splendida-giornata/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 12:28:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[biscotti]]></category>
		<category><![CDATA[contest]]></category>
		<category><![CDATA[dolci]]></category>
		<category><![CDATA[pour parler]]></category>

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		<description><![CDATA[SIAMO APERTI!!! Dopo l&#8217;annunciato stop da esame, seguito da stop da preparazione compiti in classe (e relativa correzione!), ecco a voi il post dedicato allo splendido evento organizzato da Saretta a Lucy per la premiazione del contest &#8220;Finger food&#8221; lo scorso 26 marzo presso il Lombradi Store (=il paradiso dei cucinatori!) a Viareggio. Probabilmente lo avete già letto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/viareggio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1070" title="viareggio" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/viareggio.jpg" alt="" width="450" height="202" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">SIAMO APERTI!!! Dopo l&#8217;annunciato stop da esame, seguito da stop da preparazione compiti in classe (e relativa correzione!), ecco a voi il post dedicato allo splendido evento organizzato da <a href="http://l-appetito-vien-leggendo.blogspot.com/" target="_blank">Saretta</a> a <a href="http://ticucinocosi.blogspot.com" target="_blank">Lucy</a> per la premiazione del contest &#8220;Finger food&#8221; lo scorso 26 marzo presso il Lombradi Store (=il paradiso dei cucinatori!) a Viareggio. Probabilmente lo avete già letto dalle padrone di casa, ma volevo comunque condividere il mio personale punto di vista di questo pomeriggio bellissimo! Alle 14.30 Saretta e Lucy hanno accolto me, <a href="http://gretascorner.blogspot.com/" target="_blank">Greta</a>, <a href="http://lavetrinadelnanni.blogspot.com/" target="_blank">Nanni</a> e <a href="http://zuccheroeviole.blogspot.com/" target="_blank">Viola</a> e dopo le presentazioni, i saluti, la presentazione delle ricette e la ripartizione dei compiti tutti con le mani in pasta per preparare 4 manicaretti gustosissimi, ognuno accompaganto dai fantastici cocktails della Lucy (e da un suo finger a sorpresa!).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/ricette.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1074" title="ricette" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/ricette.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/a_6_mani.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1072" title="a_6_mani" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/a_6_mani.jpg" alt="" width="508" height="771" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Raramente mi era capitato di sentirmi tanto a mio agio con persone che non conoscevo, ma fare qualcosa spinti da una passsione comune ha davvero un potere eccezionale! Ringrazio di cuore Sara e Lucy per aver avuto questa idea, i proprietari e lo staff del Lombardi store per la splendida accoglienza (e il premio, ovviamente!) e spero davvero di poter rivivere un&#8217;esperienza come questa!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/saretta_tofu.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1076" title="saretta_tofu" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/saretta_tofu.jpg" alt="" width="503" height="655" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/greta-e-nanni.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1078" title="greta e nanni" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/greta-e-nanni.jpg" alt="" width="489" height="335" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/cornetti-e-olive.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1080" title="cornetti e olive" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/cornetti-e-olive.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Visto che c&#8217;eravamo e che arrivavamo da lontano ne abbiamo approfittato per un giretto nei dintorni l&#8217;indomani con tappa a Lucca e Pisa di cui vorrei lasciarvi qualche immagine, ma fino a quando organizzo anche quelle foto rischio di non pubblicarlo più &#8216;sto post! Passiamo quindi alle &#8220;cose serie&#8221;! Perché non penserete mica che dopo questo lungo foto racconto  vi lasci senza nemmeno una ricettina? Ovviamente si tratta di una specialità tipica toscana, di cui non ho potuto fare scorta come avrei voluto per le restrizioni sul bagaglio aereo e quindi mi è toccato farli da me (con rivisitazione personale!) &#8230;i cantucci!!!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/cantuccini.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1068" title="cantuccini" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/04/cantuccini.jpg" alt="" width="450" height="675" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cantucci alle nocciole e albicocche secche</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>farina 550 gr<br />
zucchero 200 gr<br />
burro 100 gr<br />
uova 4<br />
nocciole di Giffoni 100 gr<br />
albicocche secche 100 gr<br />
1 pizzico di sale<br />
1 bustina di lievito per dolci</em></p>
<p style="text-align: justify;">Setacciare la farina con il lievito. Formare una fonatana sul piano di lavoro e unire lo zucchero, il burro morbido a pezzetti, le uova, il sale, le nocciole intere e le albicocche tagliate a pezzi. Impastare fino a che il composto risulta compatto ma morbido (aggiungere altra farina nel caso in cui risultasse troppo appiccicoso, dipende dalla grandezza delle uova). Dividere l&#8217;impasto in tre parti e realizzare 3 filoncini di 3 cm di diametro (non di più perché lieviteranno in cottura). Mettere i filoncini ben distanziati in una leccarda rivestita di carta forno, appiattirli e cuocerli in forno preriscladato a 180° per 15-17 minuti. Tagliarli a fette diagonali, rimetterli in forno per 10-12 minuti, rigirandoli a metà cottura. Servirli con un vino liquoroso (data la presenza delle albicocche ho abbinato una Malvasia e ci stava proprio bene!).</p>
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		<title>Dalla Puglia all&#8217;UK navigando il Danubio</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 21:19:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[pani & cakes]]></category>
		<category><![CDATA[MTChallenge]]></category>
		<category><![CDATA[pani e cakes]]></category>
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		<description><![CDATA[Normalmente apro i miei post con una foto, ma questa volta voglio dire prima due cose. (quanti di voi sono andati giù a vedere di che si tratta? quanti stanno ancora leggendo? quanti pensano che &#8216;sta cosa non faccia ridere? quanti non hanno capito chi sto imitando? quanti pensano che sia meglio se la smetto?) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Normalmente apro i miei post con una foto, ma questa volta voglio dire prima due cose. (quanti di voi sono andati giù a vedere di che si tratta? quanti stanno ancora leggendo? quanti pensano che &#8216;sta cosa non faccia ridere? quanti non hanno capito chi sto imitando? quanti pensano che sia meglio se la smetto?) :D<br />
Ok, smetto, ma prima le due cose:<br />
1. sono strafelice di partecipare con questo post al mio primo <a href="http://menuturistico.blogspot.com/2009/04/mtchallenge-tutto-quelle-che-avreste.html" target="_blank">MTChallenge</a> (il blog <a href="http://menuturistico.blogspot.com/" target="_blank">Menù Turistico</a> lo conoscete tutti, vero?). Lo sono perché le sfide mi servono per vincere la mia atavica pigrizia e la mia discontinuità e quindi, nonostante guardassi sempre ammirata le ricette partecipanti, non mi ero ancora decisa ad iscrivermi. Be&#8217; ora (anzi, da ora!!!) ci sono!<br />
2. In geografia non sono mai stata una cima!</p>
<p style="text-align: justify;">A cosa serve la seconda precisazione? Chiaramente a giustificare il titolo di questo post! Quando ho visto che la sfida di questo mese riguardava il danubio sono stata presa da un pochino di &#8220;panico da lievitati&#8221;, ma allo stesso tempo mi sono venuti immediatamente in mente sia il ripieno che la forma.<br />
Per il ripieno partiamo dalla Puglia, con il classico calzone di cipolla alla barese e per la forma arriviamo in UK con l&#8217;hot cross buns&#8230;che ne pensate?</p>
<p><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/03/danubio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1049" title="danubio" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/03/danubio.jpg" alt="" width="450" height="675" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Questa ricetta è buonissima e si presta davvero alle più svariate interpretazioni, sia dolci che salate. Inoltre, seguendo le preziose e precisissime indicazioni di Tery (le trovate <a href="http://peperoniepatate.blogspot.com/2011/03/il-danubio-per-lmt-challange.html" target="_blank">qui</a>), ho capito che quando si crea un impasto del genere ci vuole molto lavoro e altrettanta pazienza (che di solito non ho!) e finalmente si può essere fieri del proprio lievitato!<br />
Il mio ha ancora qualcosa da migliorare, ma tra 4 o 5 prove sarà perfetto!!! :)))<br />
Per ragioni di tempo ho scelto la versione con l&#8217;impastatrice, e ho fatto solo una piccola aggiunta all&#8217;impasto inserendo 100 gr di farina di grano duro rimacinata a pietra ché, visto che c&#8217;ero, se somigiava anche un po&#8217; ad una puccia salentina, vista la presenza delle olive, non mi dispiaceva affatto! Ecco quindi la mia versione del Danubio per l&#8217;MTC di marzo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/03/mtc-banner-marzo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1060" title="mtc- banner marzo" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/03/mtc-banner-marzo.jpg" alt="" width="150" height="139" /></a></p>
<p><strong>Danubio anglo-pugliese</strong></p>
<p><strong>per l&#8217;impasto</strong> (di <a href="http://peperoniepatate.blogspot.com/" target="_blank">Tery</a>)</p>
<p><em>farina 500 gr(300gr manitoba, 100gr farina 00, 100 gr farina di grano duro rimacinata a pietra)<br />
latte 160 gr<br />
3 tuorli<br />
1 uovo<br />
1 cucchiaino di sale (8-10 gr)<br />
lievito di birra 10 gr<br />
zucchero 40 gr<br />
1 cucchiaino di miele<br />
strutto 80 gr<br />
burro 20 gr</em></p>
<p><strong>per il ripieno</strong></p>
<p><em>cipolle bionde 400 gr<br />
olive nere 10 ca<br />
un paio di pomodorini o uvetta bianca </em></p>
<p style="text-align: justify;">Sciogliere il lievito nel latte tiepido con il miele. Aggiungere le farine nella ciotola dell&#8217;impastatrice e iniziare ad impastare.<br />
Unire l&#8217;uovo, 2 tuorli e lo zucchero ed impastare fino a completo assorbimento.<br />
Aggiungere l&#8217;ultimo tuorlo e il sale e fare assimilare completamente all&#8217;impasto.<br />
Quando le uova saranno completamente amalgamate unire lo strutto e il burro, poco per volta, e impastare fino a che non siano del tutto amalgamati.<br />
Continuare ad impastare fino a che l&#8217;impasto non sia incordato. Per rendersi conto che ciò sta avvenendo si noterà che man mano l&#8217;impasto diverrà liscio, lucido e pulirà la ciotola. A questo punto fare la prova del velo (staccare un pezzetto e stenderlo finchè non si riesca a vederne la trasparenza. Se si rompe prima di arrivare a questo punto bisognerà continuare ad impastare).<br />
Quando l&#8217;impasto sarà incordato mettere a lievitare in luogo tiepido fino al raddoppio coperto da un canovaccio.</p>
<p style="text-align: justify;">Preparare il ripieno. Mondare e lavare le cipolle e tagliarle sottilissime con la mandolina. Stufarle a fuoco dolcissimo (come quello di una candela, dice il mio amico Allan (Bay!)) con pochissimo olio e 1/2 bicchiere d&#8217;acqua, aggiungendone altra se necessario. Le cipolle devono imbiondirsi e diventare tenerissime. Verso fine cottura aggiungere le olive a fettine sottilissime e i pomodorini tagliati a metà. (ma ho da poco appreso che esiste una versione ortodossa nache con l&#8217;uvetta bianca!)</p>
<p style="text-align: justify;">Trascorso il tempo necessario (circa 2 ore), sgonfiare l&#8217;impasto e formare un salsicciotto. Ricavarne dei pezzetti da circa 30 grammi l&#8217;uno, schiacciarli per formare dei dischi e porre il ripieno al centro.<br />
Chiudere i dischi sigillandoli sul fondo in modo da formare un paninetto (ne ho ottenuti 20) e stendendo la superficie della pasta cercando di non formare grinze e avere un effetto liscio.<br />
Imburrare una teglia da 23&#215;23 cm e disporre i paninetti vicini, ma non attaccati. Far lievitare fino al raddoppio in forno tiepido.<br />
Spennellare con del latte e cuocere in forno caldo a 220° per 10-15 minuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Preparare una glassa con 2 cucchiai di farina e acqua a sufficienza per formare una pastella abbastanza liquida da poter essere messa in un sac à poche. Tracciare delle linee perpendicolari su ogni paninetto e far cuocere ancora 5 minuti.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/03/danubio_.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1051" title="danubio_" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/03/danubio_.jpg" alt="" width="450" height="675" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Con questo vi lascio ancora per qualche giorno, in questo we siamo stati chiusi per contest (avete letto della premiazione del contest d Saretta a Viareggio, vero? A questo bellissimo evento sarà dedicato il prossimo post!) nei prossimi saremo chiusi per esame in vista (e ora che ci penso mi restano solo 3 gg -leggasi notti- per studiare!!!)</p>
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		<title>Dicesi comfort food&#8230; e ricordi di Uni!</title>
		<link>http://www.cucinamenti.it/2011/03/22/dicesi-comfort-food-e-ricordi-di-uni/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 07:55:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[contest]]></category>
		<category><![CDATA[last minute]]></category>
		<category><![CDATA[pasta]]></category>
		<category><![CDATA[piatto unico]]></category>
		<category><![CDATA[primi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8221; The term comfort food  refers to foods consumed to achieve some level of improved emotional status, whether to relieve negative psychological affect or to increase positive. More generally, comfort food can be defined as food that brings some form or measure of comfort, sense of well-being, or easy satisfaction. Such food choices may consist [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/03/bucatini.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1010" title="bucatini" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/03/bucatini.jpg" alt="" width="450" height="675" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #717171;">&#8221; The term <strong>comfort food</strong>  refers to <span style="text-decoration: underline;">foods consumed to achieve some level of improved emotional status</span>, whether to relieve negative psychological affect or to increase positive. More generally, comfort food can be defined as food that brings some form or measure of comfort, sense of well-being, or easy satisfaction. Such food choices may consist of the simple and familiar. Dishes may be warm and filling such as a dish made with a staple food, or basically pleasing such as sweets or desserts. <span style="text-decoration: underline;">Some definitions suggest that home-prepared dishes are most typical</span>. Americans tend to select prepared foods and fast food for comfort uses, with ice cream, potato chips and chocolate ranking near the top. However, the term is meaningful not as a list of particular items, which will vary considerably from individual to individual, as well as culturally and by situation and emotional trigger, but as a psychological category of behavior.&#8221;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Così recita Wikipedia&#8230; Per i non amanti della lingua inglese (io! io! io! con tutto il rispetto, non è colpa della lingua, ma della mia odissea scolastica!) riassumo brevemente quanto ho sottolineato. Quindi, qua dice che il &#8220;comfort food&#8221;  sono i cibi che scegliamo di mangiare per migliorare il proprio stato emotivo, quelli che provocano un senso di benessere e di soddisfazione, con particolare riferimento ai piatti tipici di casa! Insomma, per farla breve, quello che ci ridona il buonumore! Ai primi posti di questa classifica per gli americani (ma non solo per loro!) ci sono gelato, cioccolato, patatine fritte&#8230; e dagli torto! Personalmente concordo appieno sul gelato, ma al primissimo posto delle MIA classifica ci sono i mitici bucatini al forno della mamma! Normalmente questo sarebbe un piatto da fare in estate, quando i pomodori sono &#8220;al massimo della forma&#8221; , ma visto che io proprio non ne posso limitare il consumo ai mesi estivi, ho trovato che vengano buonissimi anche con i  pomodorini in lattina!<br />
Realizzando questa ricetta, e pensando alle prime volte che l&#8217;ho fatta da me, mi sono venuti in mente gli anni da studentessa fuori sede (ieri erano giusto 9 anni dalla laurea! snif snif&#8230;momento di commozione!)  e di conseguenza <a href="http://ilpomodorosso.blogspot.com/p/lapastadeglistudenti.html" target="_blank">questo simpaticissimo contest</a> ideato da <a href="http://ilpomodorosso.blogspot.com/" target="_blank">Cleare</a> in collaborazione con <a href="http://www.pastagarofalo.it/it/" target="_blank">pasta Garofalo</a>, un contest perfettamente in linea con lo spirito del suo blog, quello di realizzare ricette semplici e veloci i cui ingredienti siano reperibili nella dispensa e nei frigoriferi spesso desolati degli studenti!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://ilpomodorosso.blogspot.com/p/lapastadeglistudenti.html" target="_blank"><img id="Image26_img" class="aligncenter" src="http://4.bp.blogspot.com/-Qmz8XhPt53w/TXSxZsoT9GI/AAAAAAAAAbQ/F1pBc9byB8A/s1600/FBconcorsoBLOG.jpg" alt="Pasta Garofalo + IlPomodoRosso =" width="200" height="449" /></a><br />
In realtà, per me che studiavo abbastanza vicina a casa, questa situazione si proponeva negli ultimi giorni della settimana perché fino al mercoledì riuscivamo a sopravvivere con quanto le varie mamme ci davano di già pronto da riscaldare (diciamo che i 4 salti in padella lo hanno inventato loro!!!) e spesso nel we si tornava a casa a fare rifornimento!<br />
La vita da studentessa è stata fondamentale per la nascita del mio amore per la cucina, sono di quell&#8217;epoca le prime riviste tutte spiegazzate che ancora conservo con tanto di post-it con le osservazioni dopo i primi tentativi&#8230; Le mie coinquiline (tante, ho cambiato 5 appartamenti prima di giungere al mio splendido monolocale da lavoratrice!) hanno sempre apprezzato questo mio hobby e questa pasta, assieme alla parmigiana di melanzane che facevo quando ero davvero in vena e alla <a href="http://www.cucinamenti.it/2010/10/14/my-favourite-one/" target="_self">torta al limone</a>, era la loro preferita! Le avevano dato il nome di &#8221;pasta del giovedì&#8221; (vedi sopra!) e io posto oggi la ricetta così avete un paio di giorni per pensarci e potrete farla anche voi!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli ingredienti:</strong></p>
<p><em>bucatini Garofalo n° 14 400 gr<br />
1 lattina di pomodorini<br />
3 fette di pane raffermo<br />
1/2 spicchio d&#8217;aglio<br />
parmigiano qb<br />
pepe<br />
basilico</em></p>
<p style="text-align: justify;">Scolare i pomodorini dal liquido di conserva e tenerlo da parte. Tagliare a metà i pomodorini. In una ciotola unire la mollica di pane tritata grossolanamente, l&#8217;aglio tritato, il formaggio grattuggiato, un paio di foglie di basilico tritate, una spolverata di pepe. Intanto cuocere la pasta scolandola un minuto prima del punto di dente. Rimetterla nella pentola e aggiungere il liquido di conserva dei pomodorini, un filo d&#8217;olio evo e 2 cucchiai del trito aromatico preparato. Ungere il fondo di una pirofila con un cucchiaio di olio evo, aggiungere la metà della pasta, condire con il trito, la metà dei pomodorini e ancora un filo d&#8217;olio. Fare lo stesso con gli ingredienti rimasti, terminando con il trito e un filo d&#8217;olio. Porre in forno preriscaldato a 180° per 15 minuti, fino a quando la superficie è gratinata. Servire tiepido. Ottima anche riscaldata (ma anche no!) il giorno successivo (infatti adesso la preparo sempre per quando rincaso troppo tardi dal lavoro per mettermi ai fornelli!).</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://ilpomodorosso.blogspot.com/2011/02/lezione-di-matematicail-risultato.html"></a></p>
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		<title>Le zeppole</title>
		<link>http://www.cucinamenti.it/2011/03/19/le-zeppole/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 2011 17:45:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[dolci]]></category>
		<category><![CDATA[festività]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggevo poco fa sul profilo di una mia amica su FB che in Sicilia (dove vive lei!) non conoscono le zeppole! Ma davvero, ho pensato io? Magari perché lì ci sono tanti ma tanti di quei buoni dolci che non hanno abbracciato questa tradizione per San Giuseppe! Io, invece, quest&#8217;anno ho voluto fare la persona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1012" title="zeppole" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/03/zeppole.jpg" alt="" width="450" height="675" /></p>
<p style="text-align: justify;">Leggevo poco fa sul profilo di una mia amica su FB che in Sicilia (dove vive lei!) non conoscono le zeppole! Ma davvero, ho pensato io? Magari perché lì ci sono tanti ma tanti di quei buoni dolci che non hanno abbracciato questa tradizione per San Giuseppe! Io, invece, quest&#8217;anno ho voluto fare la persona seria e, anziché comprarne quantità industriali al bar, ho fatto la versione home made per il mio papà golosone, visto che oggi è la sua festa e non potevo fargli regalo più gradito (tant&#8217;è che mi ha consigliato di fare subito la foto del vassoio sapendo benissimo che non sarebbe durato a lungo! :)).<br />
Qui si apre anche una antica <em>querelle</em>: c&#8217;è chi sostiene che la zeppola non è tale se non è fritta! In linea di principio direi che sono piuttosto d&#8217;accordo, non foss&#8217;altro che di quella versione se ne può (o meglio, si dovrebbe!) fare un consumo limitato. Per questa e per ragioni di tempo e di trasportabilità le mie sono al forno, in versione classica (crema e amarene) e siciliana (ricotta, pistacchi e arancia candita).<br />
Enjoy!</p>
<p><strong>Zeppole</strong></p>
<p><strong>per la pasta choux</strong></p>
<p><em>farina 250 gr<br />
burro 50 gr<br />
zucchero 2 cucchiai<br />
acqua 1/2 l<br />
uova 4-5</em></p>
<p style="text-align: justify;">Mettere l&#8217;acqua, il burro e lo zucchero in un pentolino, far sciogliere a fuoco dolce, aumantare la fiamma e quando raggiunge un leggero bollore versare la farina tutta insieme e mescolare fino a quando l&#8217;impasto comincia a staccarsi dalle pareti e spegnere. Fuori dal fuoco aggiungere le uova una per volta, amalgamando bene prima di aggiungere il successivo.  L&#8217;imapsto dev&#8217;essere liscio ma non troppo morbido. Mettere l&#8217;impasto in un sac à poche con una bocchetta a stella e realizzare delle ciambelle.</p>
<p><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/03/zep_crude.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1016" title="zep_crude" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/03/zep_crude.jpg" alt="" width="450" height="675" /></a></p>
<p>Cuocere in forno a 180° per circa 1/2 ora.</p>
<p><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/03/zep_forno.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1017" title="zep_forno" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/03/zep_forno.jpg" alt="" width="450" height="675" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sfornare e far raffeddare completamente.<br />
Preparare una crema pasticciera con 3 tuorli, 75 gr di farina, 75 gr di zucchero e 1/2 l di latte intero e farla addensare bene. Mescolare a 300 gr di ricotta di pecora 80 gr di zucchero, una manciata di pistacchi tritati e qualche scorzetta d&#8217;arancia candita.<br />
Tagliare a metà le zeppole, condirle con le due creme e decorarle a piacere (su quelle alla crema è d&#8217;obbligo l&#8217;amarena sciroppata!)</p>
<p style="text-align: justify;">Con questa ricetta partecipo al goloso contest di <a href="http://lericettedellamorevero.blogspot.com/" target="_blank">Dada</a> &#8220;Cosa sforno oggi?&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://lericettedellamorevero.blogspot.com/2011/03/cosa-sforno-oggi-primo-contest-delle.html" target="_blank"><img class="aligncenter" src="https://lh4.googleusercontent.com/-1xF7NLIEKME/TXvkX9ANaII/AAAAAAAAAVQ/7Ny14OGoi2Q/s200/contest+banner.jpg" border="0" alt="" width="240" height="220" /></a></p>
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		<title>Un giorno, per caso&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 07:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[dolci]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà capitato anche a voi (&#8220;di avere una musica in testa&#8230;&#8221; scusate, mi è venuta in mente la canzone!), volevo dire, sarà capitato anche a voi di pensare un certo giorno, ma come mai questa borsa pesa così tanto se ci dovrebbero essere solo quelle due cosette necessarie? (e questo vale anche per gli uomini! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/03/apple-pie.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1001" title="apple pie" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/03/apple-pie.jpg" alt="" width="450" height="675" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sarà capitato anche a voi (&#8220;di avere una musica in testa&#8230;&#8221; scusate, mi è venuta in mente la canzone!), volevo dire, sarà capitato anche a voi di pensare un certo giorno, <em>ma come mai questa borsa pesa così tanto se ci dovrebbero essere solo quelle due cosette necessarie</em>? (e questo vale anche per gli uomini! Tanto l&#8217;ho visto che anche voi avete di tutto nelle borse da lavoro e in quei borselli che vi hanno regalato per non dover più custodire il magico trio chiavi di casa-chiavi dell&#8217;auto-telefonino durante le uscite di coppia!). Spinta dal desiderio di scoprirlo ho messo in atto lo svuotamento con rigirata e tra 1000 scontrini, quaderni di appunti, il lucidalabbra che non trovavo e l&#8217;auricolare di un telefono che non funziona più, mi ha colpito un grazioso foglietto lilla ripiegato in quattro che conteneva una ricetta, o piuttosto una serie di ingredienti, perché in effetti mancavano le indicazioni per l&#8217;impasto, per i tempi e le temperature di cottura&#8230; Ad ogni modo non mi sembrava una cosa nuova,ma un elenco che avevo già letto più e più volte, ma dove??? Dopo lunga riflessione mi dico che non è poi così importante, che quello che è si capisce e porto il foglietto lì dove tengo tutti gli appunti, attaccati con i magneti al frigorifero&#8230; dove lo aspettava il suo gemello!!!<br />
Risolto l&#8217;arcano, trattasi sicuramente di ricetta tramandata dalla madre, quindi probabilmente appunti presi in fretta tenendo una mano e un&#8217;occhio ai fornelli e gli altri due alla Prova del Cuoco! Non avevo mai realizzato un impasto che facesse da guscio ad un ripieno con lo yogurt e avevo proprio la curiosità di scoprirne la consistenza (anche se fonti certe mi comunicano che esiste una certe pasta frolla &#8220;cotta e mangiata&#8221; che si fa con lo yogurt!). Ad ogni modo ecco qui il risultato dell&#8217;esperimento, un dolce dal sapore semplice e soffice.</p>
<p><strong>Torta di mele trovata per caso</strong></p>
<p><em>farina 00 450 gr<br />
burro ammorbidito 150 gr<br />
zucchero 100 gr<br />
yogurt bianco 125 gr<br />
uova 1<br />
buccia d&#8217;arancia grattuggiata<br />
1 bustina di lievito<br />
1 pizzico di sale</em></p>
<p><strong>per il ripieno </strong></p>
<p><em>4 mele (ho usato le golden)<br />
zucchero di canna 100 gr<br />
cannella<br />
anice stellato<br />
il succo di un&#8217;arancia<br />
arancia candita</em></p>
<p style="text-align: justify;">Lavare e sbucciare le mele e tagliarle in pezzi piccoli. Bagnarle con il succo dell&#8217;arancia, unire lo zucchero, un cucchiaino di cannella e l&#8217;anice.<br />
Formare una fonatana con la farina setacciata con il lievito, lo zucchero, il sale e la buccia d&#8217;arancia grattuggiata. Unire il burro morbido e cominciare a sabbiare. Aggiungere l&#8217;uovo e lo yogurt e lavorare fino ad ottenere un impasto liscio. Dividerlo in due parti e stenderlo in due dischi, uno leggermente più grande dell&#8217;altro. Adagiare il priamo disco in una teglia imburrata e bucherellare il fondo. Eliminare l&#8217;anice dalle mele e scolarle dal succo d&#8217;arancia. Metterle nella telia e aggiungere qualche pezzetto di arancia candita. Coprire con il secondo disco, pratiacre dei tagli e decorare con l&#8217;impasto rimasto. Cuocere a 180° per 30 minuti circa.</p>
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		<title>La rapa rossa non cresce sottovuoto</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 06:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[gluten free]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche se il calendario dice che dell&#8217;inverno restano solo pochi giorni il vento sembra non pensarla alla stesso modo e nell&#8217;attesa che si fa impaziente di tutto ciò che comincerà odorosamente a fiorire sugli alberi oggi una ricetta con un frutto della terra, nel vero senso della parola, ossia una radice, la rapa rossa, barbabietola&#8230; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/03/purple_salad.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-991" title="purple_salad" src="http://www.cucinamenti.it/wp-content/uploads/2011/03/purple_salad.jpg" alt="" width="450" height="675" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Anche se il calendario dice che dell&#8217;inverno restano solo pochi giorni il vento sembra non pensarla alla stesso modo e nell&#8217;attesa che si fa impaziente di tutto ciò che comincerà odorosamente a fiorire sugli alberi oggi una ricetta con un frutto della terra, nel vero senso della parola, ossia una radice, la rapa rossa, barbabietola&#8230; o carota rossa, fate un po&#8217; voi! (che poi non ho ancora capito se siano nomi diversi attribuiti alla stessa cosa o se qualcuno sia usato in modo inappropriato&#8230;potrei fare una ricerca, ma l&#8217;ho detto già da qualche parte che sono pigra, no?;)).<br />
Comunque, come appare chiaro dal titolo del post, devo ammettere che per me le rape rosse erano, fino a poco tempo fa, un vegetale che avevo visto solo in barattolo o in busta sottovuoto pronto da affettare e condire e dovevo evidentemente pensare che nascessero proprio così, perché mai che mi sia venuto in mente di cercarlo nature e di prepararlo da me! Poi, un giorno per caso, mentre facevo la spesa al mercato il signore al banco fa la classica domanda: serve altro? e io: sì, un paio di quei mega ravanelli! (l&#8217;ho detto davvero, ma solo perché il signore era un tipo simpatico (quando le battute le faceva lui!), non dicevo sul serio!). Lui però mi ha risposto serissimo: no signorina, sono le rape rosse!<br />
E lì gli ho spiegato che le avevo riconosciute ma che appunto non le avevo mai acquistate e cucinate. Senza aggiungere altro ne ha messe le due richieste nel nel sacchetto, senza pesarle e quindi in regalo, io ho ringraziato con un po&#8217; di imbarazzo e tornado a casa mi sono chiesta, e ora cosa ne faccio? In effetti non c&#8217;era da preoccuparsi più di tanto, dopo un veloce giro sulla rete ho scoperto che in forno, bollite, al vapore, queste simpaticone si possono cucinare in ogni modo! Quelle di oggi sono finite nella rivisitazione di un&#8217;insalata che avevo visto sull&#8217;ultimo numero di Elle à table, rivisitazione necessaria perché sapete com&#8217;è&#8230;&#8221;buona questa, la faccio, ho TUTTI gli ingredienti in casa&#8221;&#8230;be&#8217; non ce li avevo tutti!!! Comunque è venuta buona lo stesso, e la consiglio visto che si avvicina il momento in cui si comincia a mangiare tante insalate!!! (o è già troppo tardi? ;) )</p>
<p><strong>Insalata con radicchio e rape rosse</strong></p>
<p><em>radicchio 1 cespo (io ho usato quello tardivo di Treviso, ma va bene qualunque tipo)<br />
rape rosse di grandezza media 2<br />
fiocchi di latte 200 gr<br />
olio evo<br />
aceto balsamico<br />
pistacchi tritati<br />
sale<br />
1 spicchio d&#8217;aglio<br />
1 rametto di rosmarino</em></p>
<p style="text-align: justify;">Mondare le rape, tagliarle a fette, condirle in una teglia con 2 cucchiai d&#8217;olio, un pizzico di sale, uno spicchio d&#8217;aglio in camicia e un rametto di rosmarino, mescolare il tutto e cuocere in forno per 1/2 ora a 180°. Sfornare e lasciar raffreddare.<br />
Lavare le foglie di radicchio e asciugarle (tagliarle a listarelle in caso si usi un altro tipo di radicchio). Sistemarle in un piatto o una sperlunga, aggiungere i fiocchi di latte, le fettine di rapa rossa e condire con un&#8217;emulsione di olio e aceto balsamico. Completare il piatto con una manciata di pistacchi tritati e servire.</p>
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