Solo un altro pandoro

lunedì 20 dicembre 2010

Diciamo che mi rendo conto che in questi giorni questo non è proprio il più originale dei post poiché la ricetta del pandoro, almeno nella blogosfera, sembra essere LA ricetta, cioè quella delle sorelle Simili (che si chiamano Margherita e Valeria, e sarà per il fatto che oltre che sorelle sono anche gemelle, direi che le consideriamo tutti un’unica “entità”).

L’anno scorso l’ha egregiamente testata Sigrid (e pure io, ho anche i testimoni!!!), qualche giorno fa Benedetta, (che è una che di dolci se ne intende, eccome) ma io ve la propongo lo stesso per 2 ragioni, facciamo 3! 

Innanzitutto perché sono di nuovo molto soddisfatta della riuscita di questa ricetta, poi perché mi sono piaciute le foto e infine per dire che il libro “Pane e roba dolce” io (che sono una distruggi impasti lievitati con una predilezione particolare per il pane, a causa delle mani fredde dicevo, ma ora cha ho comprato la KA?) lo avevo comprato per fare bene il pane e invece ho fatto solo la roba dolce!!!  Quindi pandoro, torta angelica, paste frolle…pane niente! Lascio quindi la panificazione tra i buoni propositi dell’anno nuovo, come anche l’intenzione di curare il lievito madre! Non lasciatevi spaventare delle fasi di lavorazione, se avete un’impastatrice farà quasi tutto lei (io l’anno scorso l’ho fatto a mano con le fruste a filo ed è uscito bene lo stesso!) e soprattutto visto che ci sono delle lunghe pause potete anche organizzarvi per fare altro, (stirare :(, riordinare, leggere, chiacchierare al telefono, guardare a ripetizione puntate di Friends, le attività svolte!) considerate che in tutto ci vogliono 5 ore! (ho iniziato alle 13 e ho finito alle 20 ca).

Ingredienti (totali, da ripartire nei 3 impasti successivi)

farina Manitoba 450 gr 
zucchero 135 gr 
burro 170 gr 
uova 4 
lievito di birra 18 gr 
acqua 
1 cucchiaino di sale  
1 stecca di vaniglia 

 

1. Lievitino 

lievito di birra  15 gr 
acqua tiepida  60 gr 
farina 50 gr 
1 cucchiaio di zucchero
1 tuorlo

Sciogliere il lievito nell’acqua, mettere in una ciotola (io uso da qui in poi solo quella dell’impastatrice), aggiungere gli altri ingredienti e mescolare bene perché non si formino grumi. Coprire la ciotola e lasciar lievitare 1 ora circa.

2. Primo impasto 

farina  200 gr 
lievito di birra 3g 
burro 30g 
zucchero 25g 
2 cucchiaini d’ acqua 
1 uovo

 

Sciogliere il lievito nell’acqua, aggiungerlo al lievitino seguito da zucchero, farina e l’uovo. Mescolare (velocità minima) poi aggiungere il burro a temperatua ambiente e mescolare ancora finché non è completamente amalgamato. Coprire e far lievitare ancora 45 minuti in un luogo tiepido (forno spento).

3. Secondo impasto 

farina 200 gr 
zucchero 100 gr
2 uova
1 cucchiaino di sale
una bacca di vaniglia

Unire all’impasto le uova, lo zucchero, la farina, il sale e i semini di vaniglia e impastarre per una 10ina di minuti (io ho aggiunto ancora 30 gr di farina perché l’impasto risultava un po’ troppo liquido). Schiacciare l’impasto, ripiegarlo su se stesso e lasciarlo lievitare coperto nella ciotola unta di burro per 1 ora e 1/2. Trascorso questo tempo mettere la ciotola in frigo per 30-40 minuti. (Questa fase di riposo si può prolungare fino a 8-12 ore, il che rendrebbe molto più semplice produrre più di un pandoro, ad ogni modo io non ci ho ancora mai provato ma, se lo dicono loro!)

4. Sfogliatura

burro morbido 140 gr

Mettere la pasta sul piano di lavoro, stenderla in un quadrato e mettere al cento il burro morbido a pezzetti. Chiudere i 4 angoli verso il centro (come una busta da lettera) e fissare la pasta per chiudere i burro, poi stendere delicatamente in un rettangolo  e piegare in 3 (parte superiore e poi parte inferiore). Far riposare in frigo per 15-20 minuti. Riprendere la pasta con la piega a destra, allungare ancora in un rettangolo e ripetere la piegatura. Far riposare ancora 15-20 minuti, e ripetere un’ultima volta l’operazione di allungamento e piegatura. Dopo l’ultima fase di riposo in frigo formare una palla con le mani unte di burro inserendo sotto tutti i bordi delle piegature. Mettere la pasta nello stampo da pandoro (d’alluminio!) da 1 kg, mettendo la parte con le chiusure verso l’alto. Lasciar lievitare coperto finche la cupola fuoriuscirà dal bordo (10-12 ore) e cuocere in forno preriscaldato a 170° per 15 minuti e a 160° per 10 minuti. Sformare e spolverare di zucchero vanigliato.

 

 

e già che ci sono e che le foto mi sono piaciute partecipo anche al contest di About Food “Il nostro calendario”

Archivio:  

…dulcis in fundo!

domenica 28 novembre 2010

et voilà! Ho letto qua e là che le castagne sono particolarmente gradite alla padrona di casa e allora ho fatto questa tortina con la crema di marroni che ho fatto io (una faticaccia, ma che soddisfazione!) e l’ho decorata con dedica! :)

L’ho fatta così:

crema di marroni 250 gr
burro 70 gr
uova 2
farina di riso 50 gr
un baccello di vaniglia

 

Sciogliere il burro in un pentolino e lasciarlo intiepidire. Separare i tuorli dagli albumi, mescolare con la frusta i primi con la crema di marroni, il burro fuso,  i semini di vaniglia e la  farina. A parte montare a neve ferma gli albumi con un pizzico di sale e amalgamarli poco per volta con molta delicatazza al composto di crema di marroni, mescolando dal basso verso l’alto. Riscaldare il forno a 180°, rivestire uno stampo a cerniera da 18 cm con la carta da forno, versare l’impasto e cuocere per 35 minuti (verificare la cottura con uno stecchino). Sfornare, far riposare 10 minuti e raffreddare la torta su una gratella. Prima di servire spolverare con zucchero a velo.

 

Un dimanche de novembre

lunedì 8 novembre 2010

Una domenica di novembre, dicevamo, con il sole e soprattutto 20°, merita di mettere da parte i cucinamenti già programmati per mangiare al ristorante, magari sul mare? Come si percepisce la mia risposta è stata sì, una gita piacevole, nei luoghi abituali delle vacanze con il fascino che il “fuori stagione” sa regalare.

Quindi, dopo una breve sosta nella piazza del castello Aragonese di Conversano (Ba), a pranzo a Villanova, nella marina di Ostuni (Br).

Ma non è del pranzo che volevo parlare, bensì della colazione. Perché questa bella giornata è cominciata così…

Avevo detto, commentando il post di Giò, che il libro Pâtes à tartiner di Rachel Khoo, proprio non me lo potevo perdere. E infatti ora è mio, direttamente dalla mia libreria parigina preferita, (grazie Rossana e Marco!). Il libro offre una serie di ricette di creme spalmabili dolci e salate di semplice realizzazione, ma di sicuro effetto! Mi piace molto anche il fatto che siano preparazioni da consumare in fretta perché, al contrario di quelle industriali  non contengono conservanti artificiali (credo di essere l’unica al mondo a cui non piace quella famosa, si può dire? quella che finisce per …ella!). Per inaugurarlo ho scelto il mio gusto alla frutta preferito in assoluto associato al cioccolato bianco, una goduria assoluta!

 

Tourbillon chocolat blanc e framboise

cioccolato bianco 130 gr
panna liquida 70 ml
1 pizzico di sale
200 gr di lamponi surgelati
120 gr di zucchero
1 pizzico di agar agar

 

Sciogliere il cioccolato a bagno maria, unire la panna e il sale. Mescolare fino a far scomparire gli eventuali grumi. Mettere al fresco per almeno 15 minuti.

Mescolare i lamponi con lo zucchero (io li ho fatti scongelare in frigo per una notte, ma la ricetta non specificava), metterli sul fuoco a fiamma bassa e portare ad ebollizione. Farli bollire per 5 minuti, aggiungere l’agar-agar, mescolare per un altro mezzo minuto, spegnere e conservare questa confettura “veloce” al fresco per 15 minuti. La ricetta originale prevede l’uso di zucchero per confetture che contiene pectina ed aiuta l’addensamento, in mancanza di questo ho aggiunto l’agar-agar.

Riprendere le due preparazioni e trasferirle in un vasetto sterilizzato (io lo lavo con acqua bollente, lo lascio asciugare e lo passo per 15 minuti in forno a 120°), alternandole. Mescolare con uno spiedino per ottenere l’effetto marmorizzato.

Questa crema si conserva in frigo per 2 settimane (ma se la mia arriva a mercoledì è un miracolo!)

 

Righello, mattarello e… una sfida!

mercoledì 15 settembre 2010

Ce l’ho fatta!!! Sul filo di lana (e che la scadenza è stata prolungata di un mese, ma io me ne sono accorta tardi!) riesco a partecipare al contest proposto da Benedetta sul suo blog.

 

 

Trattasi di realizzare una ricetta che non si è mai osato fare ma che magari guardiamo estasiati e con l’acquolina alla bocca ogni volta che ci capita a tiro.

Nel mio caso la scelta è caduta sui croissant au beurre, per diverse ragioni.

La prima: perché sono tipicamente francesi e, come qualunque altra cosa che lo sia (per me), sono sacri! (l’avevo detto da qualche parte che sono una francesista?)

La seconda: prima di studiare lingue ho trascorso 5 lunghi e noiosi anni al liceo scientifico. Noiosi perché troppo tempo era dedicato allo studio di quella materia, com’è che si chiama…ah, sì, la matematica. Well, finito il liceo ho deciso di chiudere definitivamente con la matematica e discipline annesse e connesse! Il periodo coincideva con i miei primi approcci ai fornelli e ho bandito per principio da allora e per sempre (non più, ora!)  tutte le ricette troppo “geometriche”!!! :))

La terza: il mio blog esiste proprio per quello, ossia per fare esperimenti!

La quarta (last but not least): Benedetta è stata la mia prima commentatrice non “di famiglia”, e mi piacciono molto sia il suo blog sia l’idea del contest. (Captatio benevolentiæ?)

Ebbene eccoli qui…i MIEI croissants!

 

 

La ricetta da cui sono partita è quella che Michel Roux propone in Pâtisserie sucrée et salée, Frolla e sfoglia nell’edizione italiana, riveduta in pochi aspetti dopo alcuni tentativi non proprio gloriosi :( !

La ricetta è un po’ lunghetta, ma è più facile da fare che da descrivere! :) L’importante è avere un righello a portata di mano e aver studiato la trigonometria… :)))

Li ho fatti così:

Farina 00 250 gr (500 gr)*
Farina Manitoba 250 gr
Lievito di birra 25 gr
Zucchero 50 gr
Sale 8 gr (12 gr)*
Acqua 250 ml (più un po’ per sciogliere il lievito) (latte intero)*
Burro 250 gr (275 gr)*

 

*tra parentesi le dosi o l’ingrediente originale.

Sciogliere il lievito con un po’ d’acqua. Mettere nella planetaria con la frusta a gancio la metà delle farine e lo zucchero con al centro il lievito sciolto. Cominciare ad impastare a velocità bassa e aggiungere poco alla volta il resto delle farine e l’acqua. Impastare fino a quando l’impasto risulta elastico e liscio, 15 minuti circa e verso la fine aggiungere il sale.

Coprire la ciotola con la pellicola e far lievitare 6h circa.

La ricetta originale propone 2 lievitazioni, la prima da 45min-1h, dopodiché bisogna rigirare la pasta nella ciotola senza lavorarla troppo e farla lievitare ancora in frigorifero per almeno 4 ore, ma non più di 8. Quando ho fatto così è cominciato il disastro (ché io la planetaria l’ho comprata apposta per evitare di mettere “le mani in pasta”). Allora nel tentativo seguente ho scelto una via di mezzo tra le 4 e le 8 ore (ovvero 6!!!), ma senza toccare l’impasto dopo la prima ora.

Prendere il panetto di burro freddo e schiacciarlo con il mattarello tra due fogli di carta forno o di pellicola (così lo si può vedere) fino a formare un rettangolo di 5mm ca di spessore.

Formare una palla con l’impasto, fare un’incisione a croce e stendere i 4 lati per formare della alette. Mettere al centro il burro, ripiegare la pasta sul burro, sigillare i bordi, girare il panetto così ottenuto di 90° verso destra e stendere nuovamente in un rettangolo di circa 60 x 30cm. Ripiegare i due lembi inferiore e superiore, avvolgere nella pellicola e far riposare in frigorifero 30-40min.

Riprendere la pasta, mettere la piega a destra e stenderla nuovamente in un rettangolo, piegarla, avvolgerla nella pellicola e rimetterla in frigo.

Ripetere le operazioni precedenti, sempre con la piega a destra e far riposare ancora per 30-40 minuti.

Così avremo fatto i 3 giri (o tournages, per essere chic!).

Dopo l’ultimo riposo stendere la pasta in un rettangolo di 65 x 40cm (ossia un 5-3mm di spessore), tagliarlo in due e formare da queste due strisce ottenute dei triangoli isosceli con l’altezza il doppio della base (9-10cm la base, 18-20cm l’altezza). Io ho fatto una piccola sagoma con la carta forno!

Fare un incisione alla base di ogni triangolo e tirare leggermente i due angoli. Arrotolare la pasta dalla base verso il vertice e piegare le punte verso l’interno.  Mettere i croissants su una teglia coperta di carta da forno e far lievitare per 1,5-2h in un luogo caldo (24-30° diceva la ricetta, io li ho messi semplicemente nel forno spento coperti con la pellicola).

Trascorso questo tempo spennellare i croissants con un uovo e spolverizzarli con lo zucchero, infornare in forno già caldo a 210° per 15-20 minuti, se si colorano troppo abbassare la temperatura a 180°.

Se siete stati bravi fino a questo punto potete mangiare!!!

Archivio:  

Settembre

mercoledì 1 settembre 2010

Il primo settembre è un po’ come il primo dell’anno. Si fanno i buoni propositi. Si torna al lavoro (chi ce l’ha ;) ), ci si mette a dieta (io MAI!) e si riprendono gli impegni trascurati. E quindi rieccomi al blog! Risolti gli “inghippi”tecnici grazie ai miei esperti e di nuovo a casa con adsl e la mia cucina non ho davvero più scuse! E la prima ricetta dell’anno nuovo è per un dolce risveglio, o spuntino, un profumatissimo e morbido plumcake.

La ricetta è sostanzialmente tratta da Cookaround, il libro, non il sito (anche se il libro è tratto dal sito quindi magari è la stessa cosa…)

Li ho fatti così:

uova 3
zucchero 200 gr
burro una noce (20 gr)
yogurt Muller pesca e albicocca 150 gr
latte 2 cucchiai
farina 200 gr
fecola 50 gr
lievito 1 bustina
olio di arachidi 100 ml

 

Nella planetaria lavorare uova e zucchero per 10 minuti o fino a quando il composto risulti bello spumoso (anche a mano viene bene ci vuole giusto un po’ di pazienza). Aggiungere gli ingredienti uno per volta nell’ordine in cui sono elencati e mescolare fino al completo assorbimento di ciascuno. Versare in uno stampo da plumcake, stampini individuali o anche una teglia da muffins e infornare in forno preriscaldato a 170° per 40-50 min. Lasciar raffreddare e conservare in un contenitore ermetico…se riuscite a conservarne qualcuno!

 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Archivio: