Questo mese, giunta appena appena alla mia seconda partecipazione all’MTC ho rischiato di essere tra quelli che le organizzatrici chiamano simpaticamente gli “anche no”. Perché vi chiederete voi (o anche no, ma io ve lo dico lo stesso! :)). In primo luogo perché essendo stata Stefania la vincitrice dell’ultima sfida avevo già cominciato a mettere in ordine le spezie e mi preparavo ad una ricetta dal tocco esotico e invece, mai banale come lei è, ecco che ci tira fuori gli gnocchi di semolino!!! (di semolino? ma non erano di patate? ma saranno quelli alla romana? ma la semola e il semolino sono la stessa cosa? è nato prima l’uovo o la gallina? essere o non essere? …queste le mie prime domande esistenziali!). Riposte quindi le spezie mi accingo a fare una nuova scoperta culinaria ed ecco che…secondo momento di panico: ma quanto sono belle, buone, originali le ricette preparate dai partecipanti? Non che quelle delle sfide precedenti non lo fossero, ma in questo caso, sarà che non conoscevo il piatto, mi sembrava tutto più eccezionale del solito. Se sono qui e sto scrivendo è ovvio però che tutti queste possibili obiezioni sono state superate in nome dei principi stessi dell’MTC, ossia di sfidare innanzitutto se stessi e di cucinare qualcosa che, altrimenti, avrebbe potuto non entrare mai nelle nostre cucine! Nonostante l’idea iniziale fosse quella di farli semplici semplici come da ricetta base mi è poi tornato in mente questo delizioso condimento cremoso che avevo già utilizzato per una pasta gratinata al forno, credo lasagne nella ricetta originale, e visto che una rondine non sempre fa primavera, ma a casa mia gli asparagi sì, voilà i miei
Gnocchi di semolino con burrata e asparagi
per gli gnocchi ho seguito alla lettera LA ricetta, solo dimezzando le dosi
latte 1/2 litro
semolino125 gr
1 tuorlo
burro 10 gr
sale, noce moscata
parmigiano grattugiato 50 gr
Mettere in una pentola capiente il latte, il sale e una grattata di noce moscata. Portare ad ebollizione e versare il semolino a pioggia mescolando in continuazione. Abbassare il fuoco e mescolare con forza fino ad ottenere un composto solido e compatto che si stacchi dalla pentola.
Spegnere il fuoco e far intiepidire, quindi aggiungere il tuorlo, il parmigiano e il burro. Aggiustare di sale.
Mescolare ancora con forza e versare il composto in una teglia coperta con carta forno bagnata e strizzata. Livellare con le mani bagnate fino ad appiattirlo ad uno spessore di un cm.
per il condimento
asparagi 200 gr
burrata 150 gr
1/2 scalogno
sale, pepe
parmigiano
Lavare e mondare gli asparagi. Farli cuocere per 10 minuti in acqua bollente. Scolarli e tagliare le punte. Frullare i gambi tagliati a pezzetti con la burrata, aggiustando di sale e pepe e saltare le punte in padella con un filo d’olio e lo scalogno tritato.
Tagliare gli gnocchi con uno stampino, adagiarli in una teglia imburrata, coprirli con la crema preparata, aggiungere le punte di asparagi e completare con una spolverata di parmigiano. Cuocere in forno a 180° per 10 minuti e completare con 3-4 minuti di grill. Servire caldi.
” The term comfort food refers to foods consumed to achieve some level of improved emotional status, whether to relieve negative psychological affect or to increase positive. More generally, comfort food can be defined as food that brings some form or measure of comfort, sense of well-being, or easy satisfaction. Such food choices may consist of the simple and familiar. Dishes may be warm and filling such as a dish made with a staple food, or basically pleasing such as sweets or desserts. Some definitions suggest that home-prepared dishes are most typical. Americans tend to select prepared foods and fast food for comfort uses, with ice cream, potato chips and chocolate ranking near the top. However, the term is meaningful not as a list of particular items, which will vary considerably from individual to individual, as well as culturally and by situation and emotional trigger, but as a psychological category of behavior.”
Così recita Wikipedia… Per i non amanti della lingua inglese (io! io! io! con tutto il rispetto, non è colpa della lingua, ma della mia odissea scolastica!) riassumo brevemente quanto ho sottolineato. Quindi, qua dice che il “comfort food” sono i cibi che scegliamo di mangiare per migliorare il proprio stato emotivo, quelli che provocano un senso di benessere e di soddisfazione, con particolare riferimento ai piatti tipici di casa! Insomma, per farla breve, quello che ci ridona il buonumore! Ai primi posti di questa classifica per gli americani (ma non solo per loro!) ci sono gelato, cioccolato, patatine fritte… e dagli torto! Personalmente concordo appieno sul gelato, ma al primissimo posto delle MIA classifica ci sono i mitici bucatini al forno della mamma! Normalmente questo sarebbe un piatto da fare in estate, quando i pomodori sono “al massimo della forma” , ma visto che io proprio non ne posso limitare il consumo ai mesi estivi, ho trovato che vengano buonissimi anche con i pomodorini in lattina!
Realizzando questa ricetta, e pensando alle prime volte che l’ho fatta da me, mi sono venuti in mente gli anni da studentessa fuori sede (ieri erano giusto 9 anni dalla laurea! snif snif…momento di commozione!) e di conseguenza questo simpaticissimo contest ideato da Cleare in collaborazione con pasta Garofalo, un contest perfettamente in linea con lo spirito del suo blog, quello di realizzare ricette semplici e veloci i cui ingredienti siano reperibili nella dispensa e nei frigoriferi spesso desolati degli studenti!

In realtà, per me che studiavo abbastanza vicina a casa, questa situazione si proponeva negli ultimi giorni della settimana perché fino al mercoledì riuscivamo a sopravvivere con quanto le varie mamme ci davano di già pronto da riscaldare (diciamo che i 4 salti in padella lo hanno inventato loro!!!) e spesso nel we si tornava a casa a fare rifornimento!
La vita da studentessa è stata fondamentale per la nascita del mio amore per la cucina, sono di quell’epoca le prime riviste tutte spiegazzate che ancora conservo con tanto di post-it con le osservazioni dopo i primi tentativi… Le mie coinquiline (tante, ho cambiato 5 appartamenti prima di giungere al mio splendido monolocale da lavoratrice!) hanno sempre apprezzato questo mio hobby e questa pasta, assieme alla parmigiana di melanzane che facevo quando ero davvero in vena e alla torta al limone, era la loro preferita! Le avevano dato il nome di ”pasta del giovedì” (vedi sopra!) e io posto oggi la ricetta così avete un paio di giorni per pensarci e potrete farla anche voi!
Gli ingredienti:
bucatini Garofalo n° 14 400 gr
1 lattina di pomodorini
3 fette di pane raffermo
1/2 spicchio d’aglio
parmigiano qb
pepe
basilico
Scolare i pomodorini dal liquido di conserva e tenerlo da parte. Tagliare a metà i pomodorini. In una ciotola unire la mollica di pane tritata grossolanamente, l’aglio tritato, il formaggio grattuggiato, un paio di foglie di basilico tritate, una spolverata di pepe. Intanto cuocere la pasta scolandola un minuto prima del punto di dente. Rimetterla nella pentola e aggiungere il liquido di conserva dei pomodorini, un filo d’olio evo e 2 cucchiai del trito aromatico preparato. Ungere il fondo di una pirofila con un cucchiaio di olio evo, aggiungere la metà della pasta, condire con il trito, la metà dei pomodorini e ancora un filo d’olio. Fare lo stesso con gli ingredienti rimasti, terminando con il trito e un filo d’olio. Porre in forno preriscaldato a 180° per 15 minuti, fino a quando la superficie è gratinata. Servire tiepido. Ottima anche riscaldata (ma anche no!) il giorno successivo (infatti adesso la preparo sempre per quando rincaso troppo tardi dal lavoro per mettermi ai fornelli!).
Queste ultime due settimane sono state dense di impegni lavorativi/familiar-amichevoli e ho passato un po’ meno tempo davanti ai fornelli e al pc! La cosa, in un primo momento, è andata a favore di mio marito che ha ottenuto i famosi spaghetti aglio olio e peperoncino che da tempo gli negavo! :)) ma, fortunatamente, avevo da poco partecipato ad un incontro organizzato dalla già citata Mimma in cui ci aveva proposto delle stuzzicanti ricette dalla realizzazione veloce. Ça va sans dire che ho attinto dalle sue proposte perché se manca il tempo non deve mica mancare la qualità in quello che mettiamo in tavola, giusto? (leggasi: non potevo mica mangiare tutti i giorni mozzarella e prosciutto o la fantastica focaccia del panificio, quella buona buona che alimenta lo stomaco e i sensi di colpa mentre ci si pulisce le mani dall’olio, giusto?).
Come al mio solito i primi piatti su cui pasticciare e sperimentare sono sempre quelli a base di pasta e questo poi riunisce un formato che amo e i funghi porcini a cui proprio non so rinunciare (infatti ho usato quelli surgelati perché al mercato proprio non si trovano più!).
Sedanini con funghi e briciole dorate (per 2 persone)
sedanini (o il formato di pasta che preferite) 160gr
funghi porcini (freschi o decongelati) 200 gr
2 fette di pane (solo mollica)
1 spicchio d’aglio
olio evo
sale e pepe
Mettere sul fornello la pentola con l’acqua per la pasta. Scaldare 2 cucchiai d’olio in una padella con lo spicchio d’aglio sbucciato e schiacciato, aggiungere i funghi tagliati a pezzi piuttosto grossi, unire sale e pepe qb e far cuocere a fuoco moderato per 10 minuti al massimo (non devono asciugare troppo). Trascorso questo tempo togliere i funghi dalla padella e tenerli al caldo. Aggiungere ancora un filo d’olio nella padella, far dorare la mollica e riunire i funghi. Intanto lessare la pasta e scolarla al dente, conservando un po’ dell’acqua di cottura. Saltare la pasta nella padella con i funghi e la mollica aggiungere l’acqua se necessario.
Oggi mi autocito e copio il titolo del mio post di novembre in cui aderivo all’iniziativa di Gaia e Norma “Metti un finocchio a cena”. Ecco che, trascorsi appena due mesi ci ritroviamo su questi schermi, (molti in più questa volta! evvai!) con una nuova iniziativa di dissenso per la sconcertante situazione in cui si trova il nostro paese in seguito agli ultimi eventi… boh? che eventi sono? come si possono definire? politici? In cuor mio spero che la politica si occupi di ben altro mentre da settimane dobbiamo assistere a dei siparietti di un triste! Personalmente non trovo ci sia molto da fare oltre che indignarsi e sono allibita di fronte al fatto che ancora tanti italiani si dividano come al solito a fare il tifo per l’una o l’altra parte e pochi commentino che da mesi il governo è fermo interessandosi solo di chi partecipa alle feste di chi, di chi abita a casa di chi… io non ne posso proprio più! E credo che questo accada perché, prima ancora di parlare di ciò di cui si parla, l’azione di azzeramento delle coscienze in atto già da molto tempo prima è perfettamente riuscita!
Ed è quindi con molto piacere che rispondo all’invito di Norma (che ringrazio davvero!) Liberiamoci del maiale con una ricetta originale (nel senso che stavolta non ci ho messo il mio pasticcioso zampino! :)) di Mattia Poggi, vista qualche sera fa in tv!
Maiale glassato agli agrumi
lonza di maiale 400 gr
burro
rosmarino 1 rametto
zucchero di canna 4-5 cucchiai
arancia 1
limone 1
pompelmo 1
Riscaldare il forno a 200°. Sciogliere una noce di burro in una padella antiaderente e sigillare il filetto di maiale su tutti i lati. Quando si è formata la classica crosticina, trasferire la carne in forno in una teglia coperta con carta da forno per 10-15 minuti. Buttare il fondo scuro che si è creato in padella e sciogliere un’altra noce di burro con lo zucchero di canna, mescolando. Quando comincia a caramellare aggiungere il succo degli agrumi e cuocere fino a formare una salsina densa. Sfornare la carne, farla riposare per qualche minuto e tagliare a fette sottili. Impiattare e irrorare con la salsa agli agrumi calda.
note: la carne dev’essere cotta ma ancora un po’ rosa al centro. Se non la gradite così (come me) rimettete le fette nella teglia e poi nel forno caldo. In questo modo continueranno a cuocere ma la carne resterà tenera e succosa.
Se preparate la salsa in anticipo e tende a rapprendersi e formare grumi scaldatela e tutto tornerà come prima!
Il titolo del post prende spunto da un’espressione classica di mia madre quando, dopo aver proposto un primo, almeno 2 alternative di secondo e altrettante di “contorni” (e quello della foto è un contorno secondo lei, per questo il virgolettato), di fronte alla faccia di chi guarda con voluttà ma non crede di potercela fare dice: ma tanto è verdura! Una volta è stata capace di dirlo anche per la parmigiana, meno male che poi ha riso, avevo temuto lo pensasse davvero!
A dire la verità quando ho comprato questi splendidi peperoni siciliani da una nuova gentilissima fruttivendola (che è anche produttrice ed ha davvero dei bei prodotti che saranno prossimamente argomento di post) pensavo di fare qualcosa di completamente diverso ma l’abbondante quantità di pane raffermo (come al solito!) mi ha fatto cambiare idea. So che non è la stagione giusta per i peperoni, infatti non li compro da tempo, ma è una delle cose a cui davvero non resisto e stavolta ho ceduto…comprendetemi!
La ricetta inoltre è di una semplicità estrema, veloce e anche poco costosa, nonché personalizzabile (visto quante buone ragioni per acquistare i peperoni fuori stagione?).
Il “contorno” della mamma
peperoni rossi 2
pane raffermo 3 fette grandi
parmigiano qb (anzi, qp, quanto piace)
capperi 1 cucchiaino
prezzemolo
aglio 1 spicchio
olio evo
Lavare i peperoni e tagliarli a metà o a falde, a seconda delle grandezza. In una ciotola unire la mollica di pane, a briciole piuttosto grandi, il parmigiano, un cucchiaino di capperi, del prezzemolo tritato e uno spicchio d’aglio tritato. Aggiungere un filo d’olio e mescolare gli ingredienti. Adagiare le falde di peperone in una teglia che possa andare sul fornello e in forno, condirle con il trito, un filo d’olio e aggiungere un bicchiere d’acqua nella teglia. Cuocere a fuoco medio per un quarto d’ora (fino a quando i peperoni cominciano a diventare teneri), continuare poi la cottura in forno a 180° per altri 15 minuti. Servire tiepido.
…e mangiare come secondo! :)







gli gnocchi di semolino
fino al 7 maggio
fino al 30 aprile
fino al 14 maggio
fino al 14 maggio
fino al 15 maggio
fino al 18 maggio


Dicono…