Ieri sera, proponendo l’ennesimo piatto a base di carboidrati per cena, pensavo: ma da quant’è che non si mangiano secondi in questa casa? Be’, il fatto che non lo ricordassi non deponeva bene, quindi stamattina mi sono svegliata con la ferrea intenzione di cucinare del pesce, e più precisamente del filetto di salmone perché c’era una ricetta “natalizia” che volevo provare e che ero certa si trovasse sull’enciclopedia della cucina nel volume “Europa”. E invece, leggi e rileggi l’indice, sfoglia per guardare le foto (magari ricordavo male il nome!)…niente! Ma sì, era sul uno di quei vecchi “io cucino”, anzi no, sul numero monotematico di Cucina Moderna…l’unico ricordo certo era una fotografia in formato grande e piuttosto eterea…
E quando, dopo aver sfogliato tanto mi convinco a cercare in rete ecco che la trovo (nella memoria!) e grido (ma per davvero!!! :D ) Sale & Pepe, Sale & Pepe di dicembre!!! (2009, n.d.r.).
Mi era piaciuto molto questo servizio dedicato ai piatti tipici dei pranzi natalizi in giro per il mondo e alle relative tradizioni. Si racconta che in Svezia (da dove proviene questo piatto) le celebrazioni di fine anno cominciano il 13 dicembre, giorno di santa Lucia, quando i bambini si vestono con tuniche bianche e intonano i cori natalizi illuminando le notti con corone di candele accese. Si può immaginare qualcosa di più suggestivo? A volte mi piacerebbe che anche qui da noi lo spirito del Natale fosse un po’ più tradizionale e meno legato alle compere sfrenate di questi gironi, accompagnate da tanta frenesia e relativo nervosismo. L’articolo aggiunge anche cheil banchetto della vigilia è a base di piatti semplici e che si apparecchia un posto in più riservato ai passanti bisognosi a cui si lascia la porta aperta per tutta la notte. Ve lo immaginate? Noi stiamo barricati in casa per sfuggire ai botti volanti piuttosto! Scusate la lunga parentesi e i commenti, arriviamo al dunque…
Eccolo qui il Laxpudding, che, per essere ancora più in tema, ho preparato con il celebre Laxfilé dell’Ikea!
Laxpudding
salmone 400 gr
patate 700 gr
uova 2
panna fresca 100 ml
latte 100 ml
cipolle bionde 2
aneto (io ho usato il finocchietto)
sale e pepe
Lavare le patate, sbucciarle e tagliarle sottilissime con la mandolina. Metterle in una pentola con acqua fredda salata, portare a ebollizione e cuocere per 5 minuti. Scolarle con una schiumarola e lasciarle raffreddare. Intanto stufare le cipolle, anch’esse tagliate sottilissime in poco olio per una 10ina di minuti. In una ciotola sbattere le uova con la panna e il latte, salare e pepare.
Imburrare una (o più, io ho fatto porzioni individuali) terrina, disporre le fette di patate sovrapponendole per formare uno strato abbastanza alto, proseguire con le cipolle e il salmone e continuare fino ad esaurimento degli ingredienti, terminando con le patate. Versare il composto di uova, panna e latte nella terrina e mettere in forno preriscaldato a 200° per 50 minuti, coprendo se scurisce troppo. Sfornare e servire tiepido.
Nota: per ottenere delle fettine di salmone belle sottili tagliare i filetti con un coltello affilato con lama liscia quando sono ancora un po’ congelati, di solito quando voglio ottenere fette sottili di qualcosa gli faccio fare un giretto in freezer, in questo caso sono stata facilitata!
E infine, visto che più svedese di così non si può e che anch’io ho viaggiato controcorrente alla ricerca della ricetta non posso non partecipare al contest di Alessandro di La renna in cucina!
Ben mimetizzato in quel cartoccio, sotto le arance e le olive c’è quel qualcosa che ancora mancava nel blog ( e nella mia alimentazione! :)) : il pesce! L’alimento in questione viene qui presentato nella specie delle triglie e la ricetta è (ma davvero? quando mai?) tratta da Il Cavoletto di Bruxelles. Ma prima una breve parentesi. Non ho nulla contro il pesce, ma ho cominciato relativamente da poco ad apprezzarlo, dapprima sotto forma di crostacei e molluschi per poi arrivare a qualcosa che avesse le spine (eccezion fatta per la frittura, ché quella l’ho sempre mangiata, ma tanto sa poco di pesce e quindi non so se vale!).
Il fatto è che non amo i cibi un po’ viscidi al tatto, nemmeno il prosciutto crudo troppo crudo, per dire! e quindi la difficoltà iniziale stava nel come far arrivare il cibo nella teglia (ne ho fatte scivolare di spigole direttamente dal cartoccio del pescivendolo al tegame!!!) :).
Vinte finalmente queste remore ora di tanto tanto il pesce lo cucino e questa è una delle mie ricette preferite perché trovo che gli ingredienti diano una nota delicata al sapore spesso molto pronunciato delle triglie.
Come si fa (per 2 persone): prendere da 4 a 6 triglie (dipende dalla dimensione, le mie erano un po’ piccoline) 1 finocchio, un’arancia, una manciata di olive nere dolci. Lavare e tagliare il finocchio a fette sottili, grattuggiare la buccia dell’arancia e pelare gli spicchi a vivo. Con la buccia grattuggiata aromatizzare dell’olio evo, aggiungendo anche un po’ di sale e pepe e lasciare riposare per una 1/2 ora. Formare dei rettangoli con la carta forno, adagiare dalle fettine di finocchio, le triglie, qualche fettina d’arancia e delle olive e condire con l’olio all’arancia. Chiudere il cartoccio e cucocere in frono preriscaldato a 200° per 10-15 minuti (sempre a seconda della grandezza del pesce, anche se con il vapore del cartoccio di certo non risulterà secco).
* (tra l’altro con gli stessi ingredienti -con pezzetti di tranci di salmone fresco cotto al vapore al posto delle triglie- io preparo spesso una gustosa insalata, ve la consiglio!)
** vorrei inoltre aggiungere che oggi è San Nicola e le mie rimembranze francesi mi avrebbero condotta piuttosto alla preparazione di dolcetti e biscottini e vorrei pertanto che qualcuno dei baresi “veri” all’ascolto mi spiegasse com’è che invece di festeggiare oggi con questa bella atmosfera preneatalizia dobbiamo aspettare fino all’8 maggio e io la mia prima Saint Nicolas l’ho dovuta vivere nel nord della Francia?!? :)
*** (poi ho finito, giuro! ) e visto che quest’anno non sono tanto in vena di addobbi natalizi per entrare nel mood mi regalo il vestitino natalizio del blog!




gli gnocchi di semolino
fino al 7 maggio
fino al 30 aprile
fino al 14 maggio
fino al 14 maggio
fino al 15 maggio
fino al 18 maggio


Dicono…